Woman Unknown di May el-Toukhy è il vincitore del Leone d’oro all’83ª Mostra di Venezia, in Italia, del 12 settembre; Mathilde Arcel è la migliore attrice. Le Monde ne dà notizia il 13 settembre; Reuters e AP hanno già confermato i premi. La giuria è presieduta da Maggie Gyllenhaal: per il film è così una doppia vittoria.
La sinossi del festival è ambientata nella Danimarca del secondo dopoguerra. Marie è una bambinaia e domestica che progetta di sposare il datore di lavoro, Christian, un vedovo ricco e più anziano. Il rapporto già avuto con un soldato tedesco durante la guerra può minacciare quel futuro e la posizione sociale che spera di ottenere.
Per La Biennale è una produzione di Danimarca, Svezia e Lettonia, in danese, della durata di 124 minuti. La sceneggiatura è di el-Toukhy e Maren Louise Käehne. Nella dichiarazione per il festival, la regista spiega perché il racconto affronta la realtà delle punizioni e dell’umiliazione pubblica delle donne legate ai soldati occupanti.
Per AP el-Toukhy è l’ottava donna a vincere il Leone d’oro ed è l’unica regista con un film diretto da sola nel concorso principale di quest’anno. Le Monde rileva che solo due dei 21 titoli hanno una regista o coregista. È così la quarta vittoria femminile in sette anni, secondo il quotidiano.
Per Reuters il Gran Premio della giuria è di Possible Love di Lee Chang-dong; Ilya Khrzhanovsky è il miglior regista per DAU. John Malkovich è premiato come miglior attore per Wild Horse Nine. A NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor è andato il Premio speciale della giuria: il palmarès comprende così sia finzione sia documentario.
La dichiarazione di el-Toukhy lega il passato a questioni ancora attuali sul controllo del corpo e dei desideri delle donne nella società. Per la circolazione internazionale, La Biennale indica già TrustNordisk per le vendite mondiali e Lucky Red per la distribuzione italiana. È l’elenco dei partner commerciali; non è però precisato un calendario più ampio delle uscite.
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