Un gruppo guidato dalla Stanford University e dall’Arc Institute ha dimostrato che l’intelligenza artificiale generativa può progettare genomi virali completi e funzionali, secondo una ricerca pubblicata su Science il 6 agosto. I test di laboratorio hanno prodotto 16 batteriofagi vitali, capaci di infettare e uccidere ceppi del batterio E. coli: è un progresso importante per l’ingegneria biologica assistita dall’IA. Questi fagi colpiscono i batteri e non infettano le persone.
I ricercatori hanno usato i modelli linguistici genomici Evo 1 ed Evo 2, sistemi che apprendono gli schemi del DNA così come i modelli testualii apprendono i rapporti fra parole. Hanno generato candidati con genomi interi usando il piccolo fago litico PhiX174 come riferimento, poi ne hanno selezionato e sintetizzato chimicamente un gruppo limitato. Sedici progetti hanno dato origine a virus funzionanti, capaci di replicarsi nelle cellule batteriche.
L’articolo su Science segnala una notevole novità evolutiva fra i fagi riusciti. La microscopia crioelettronica ha mostrato che un progetto usa nel proprio rivestimento una proteina lontanamente imparentata per confezionare il DNA. Più fagi generati hanno già superato il riferimento naturale nelle competizioni di crescita o nella rapidità con cui rompevano le cellule batteriche. Ciò indica che i modelli non si sono limitati a copiare genomi già noti.
Una miscela dei fagi generati ha inoltre superato la resistenza di tre ceppi di E. coli che resistevano a PhiX174, secondo gli autori. Questa possibilità potrà sostenere in futuro terapie contro infezioni batteriche resistenti ai farmaci. Però l’esperimento è avvenuto in colture di laboratorio e non dimostra né sicurezza né efficacia nei pazienti. Lo sviluppo clinico richiederà attività sperimentali molto più ampie e verifiche delle autorità.
La capacità solleva anche problemi di duplice uso, perché strumenti che creano sequenze biologiche utili potrebbero essere usati impropriamente. Il gruppo ha escluso dal materiale pertinente di addestramento le sequenze di virus che infettano esseri umani, animali e piante, limitando l’attività ai virus batterici. Gli esperti di biosicurezza Thomas Inglesby e Moritz Hanke hanno affermato in un commento collegato su Science che l’attuale governance non è sufficiente per la genomica generativa.
Il lavoro era già apparso come preprint nel settembre 2025, ma la pubblicazione sottoposta a revisione fra pari questa settimana gli dà più peso scientifico e politico. I prossimi passi saranno un controllo più preciso dell’ospite bersaglio e la valutazione di candidati terapeutici. Laboratori, società di sintesi del DNA e governi dovranno perciò creare sistemi di verifica affinché la ricerca medica possa avanzare, però con possibilità di abuso più limitate.
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