Un medico missionario americano è stato evacuato in Germania dopo essere risultato positivo all'ebolavirus Bundibugyo mentre lavorava in un ospedale nella Repubblica Democratica del Congo, nel momento in cui l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l'epidemia in corso un'emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale. Il dottor Peter Stafford ha contratto il virus durante un intervento chirurgico all'ospedale di Nyankunde a Bunia, una città nell'est del Congo dove lavora già dal 2023.
L'organizzazione missionaria Serge ha confermato che Stafford è stato trasferito in sicurezza in un centro specializzato per il trattamento delle malattie infettive in Germania, scelto perché dispone di capacità avanzate nella gestione dei casi gravi di Ebola, maturate durante le precedenti epidemie. Le strutture mediche tedesche ad alto contenimento hanno già trattato pazienti affetti da Ebola e mantengono alcuni dei protocolli di biosicurezza più rigorosi al mondo. È noto che la qualità dell'assistenza in queste strutture è tra le più elevate a livello globale.
La moglie di Stafford, Rebekah, che lavora anch'essa con Serge, è sotto monitoraggio per eventuali sintomi e si trova in isolamento con i loro quattro figli piccoli. Un collega, il dottor Patrick LaRochelle, è anch'egli in isolamento e sottoposto a sorveglianza dei sintomi come misura precauzionale. I Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti hanno già introdotto misure rafforzate di screening per i viaggiatori provenienti dalle regioni colpite dell'Africa centrale, perché la situazione è considerata molto seria.
L'epidemia, causata dal ceppo Bundibugyo del virus Ebola, ha ucciso almeno 131 persone nella Repubblica Democratica del Congo e ha spinto l'OMS a dichiararla emergenza sanitaria globale domenica. La variante Bundibugyo è particolarmente preoccupante perché attualmente non esiste alcun vaccino approvato né trattamento antivirale specifico disponibile, a differenza del più noto ceppo Zaire contro cui sono già stati impiegati vaccini efficaci. Le autorità sanitarie hanno registrato oltre 500 casi confermati e sospetti dall'inizio dell'epidemia. È una realtà che desta grande preoccupazione nella comunità scientifica internazionale.
Gli esperti di sanità pubblica avvertono che la combinazione della diffusione del virus in una regione colpita da conflitti con infrastrutture sanitarie limitate e l'assenza di un vaccino mirato rende questa epidemia particolarmente pericolosa. Le organizzazioni internazionali di aiuto stanno intensificando la loro risposta, dispiegando personale medico aggiuntivo e forniture nelle aree colpite dell'est del Congo, perciò sarà fondamentale il coordinamento tra tutti gli attori coinvolti.
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