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L'asteroide 2026 JH2 sfiora la Terra più vicino di alcuni satelliti

Pubblicato il 18 maggio 2026 761 visualizzazioni

Un asteroide scoperto di recente, designato 2026 JH2, ha effettuato il suo massimo avvicinamento alla Terra alle 21:23 UTC del 18 maggio 2026, passando a una distanza di soli 90.000 chilometri (56.000 miglia) dal nostro pianeta. Questa straordinaria prossimità colloca il corpo celeste più vicino di alcuni satelliti operativi, tra cui il Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS) della NASA, sebbene sia rimasto oltre l'orbita geostazionaria a 36.000 chilometri. Gli scienziati hanno confermato che non c'è stato assolutamente alcun rischio di impatto.

L'asteroide misura tra i 16 e i 35 metri di larghezza, il che lo rende paragonabile per dimensioni a un edificio di dieci piani nella sua stima più alta di circa 35 metri. Anche se è già noto che un oggetto di queste dimensioni si disintegrerebbe probabilmente nell'atmosfera terrestre in caso di collisione, l'energia rilasciata durante un tale evento potrebbe però causare danni significativi al suolo, così come accadde con l'evento di Čeljabinsk in Russia nel 2013, che ferì più di 1.500 persone.

Ciò che rende questo sorvolo particolarmente notevole è la scoperta così recente dell'asteroide. Gli astronomi hanno individuato 2026 JH2 solo pochi giorni prima del suo massimo avvicinamento, evidenziando una sfida persistente nella difesa planetaria: la difficoltà di individuare oggetti più piccoli vicini alla Terra prima che arrivino nel nostro vicinato. I telescopi di sorveglianza attuali sono ottimizzati per trovare asteroidi più grandi e potenzialmente devastanti, però gli oggetti nella fascia dai 15 ai 50 metri sfuggono frequentemente alle reti di rilevamento fino all'ultimo momento, perché la loro luminosità è troppo debole.

Durante il suo massimo avvicinamento, l'asteroide ha raggiunto una magnitudine apparente di circa +11,5, rendendolo accessibile ai telescopi amatoriali con aperture di 15 centimetri o più. Gli osservatori nell'emisfero settentrionale hanno avuto la migliore finestra di osservazione nelle ore circostanti il massimo avvicinamento, con l'oggetto che si muoveva rapidamente attraverso il cielo sullo sfondo stellare. Già diverse comunità astronomiche avevano organizzato sessioni di osservazione in diretta per condividere l'evento con il pubblico, perciò la partecipazione è stata molto ampia.

Il sorvolo ha riacceso le discussioni tra gli scienziati planetari sulla necessità di ampliare i sistemi di allerta precoce. Programmi attuali come l'Osservatorio Vera C. Rubin, che dovrebbe iniziare le operazioni complete a breve, promettono di aumentare drasticamente il tasso di rilevamento di piccoli oggetti vicini alla Terra. Inoltre, la riuscita missione DART della NASA nel 2022 ha dimostrato che l'umanità può deviare un asteroide se dispone di un preavviso sufficiente. La realtà è che ogni sorvolo ravvicinato rappresenta un'opportunità preziosa per testare le nostre capacità di tracciamento.

I ricercatori di più istituzioni stanno già analizzando i dati di tracciamento del sorvolo per affinare i parametri orbitali dell'asteroide. I calcoli preliminari suggeriscono che 2026 JH2 orbita attorno al Sole ogni 2,4 anni su un percorso ellittico che attraversa sia l'orbita terrestre che quella marziana. Comprendere queste traiettorie è essenziale per prevedere futuri avvicinamenti ravvicinati, non solo di questo asteroide in particolare, ma anche della più ampia popolazione di oggetti vicini alla Terra che condividono caratteristiche orbitali simili. La possibilità di migliorare i nostri sistemi di sorveglianza rappresenta perciò una priorità assoluta per la comunità scientifica internazionale.

Fonti: Live Science, BBC Sky at Night, Discover Magazine, ABC News, IFLScience

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