Torna alla home Gli scienziati scoprono una proteina che rallenta l'invecchiamento: topi anziani diventati più forti e più sani dopo il potenziamento Scienza

Gli scienziati scoprono una proteina che rallenta l'invecchiamento: topi anziani diventati più forti e più sani dopo il potenziamento

Pubblicato il 19 maggio 2026 703 visualizzazioni

Gli scienziati hanno identificato una proteina che sembra frenare l'infiammazione cronica legata all'invecchiamento. I topi anziani che hanno ricevuto livelli potenziati di questa proteina sono diventati più forti, più energici e hanno sviluppato ossa più sane rispetto agli animali non trattati. La ricerca, pubblicata sulla rivista Aging and Disease, indica un nuovo promettente obiettivo per terapie che potrebbero aiutare le persone a restare più sane e più indipendenti nella terza età. È una scoperta che potrà avere un impatto significativo sulla società.

La proteina al centro della scoperta è la tristetraprolina, nota come TTP, che si lega all'RNA e svolge un ruolo fondamentale nella regolazione delle risposte infiammatorie dell'organismo. Negli individui sani, la TTP contribuisce a limitare i segnali infiammatori che possono danneggiare i tessuti nel corso del tempo. Però i livelli di questa proteina tendono a diminuire in modo significativo con l'età, in particolare nelle cellule immunitarie, rendendo così l'organismo sempre più vulnerabile all'infiammazione cronica di basso grado che è alla base di molte malattie legate all'invecchiamento, tra cui l'artrite, le patologie cardiovascolari e la neurodegenerazione.

Per verificare se il mantenimento dei livelli di TTP potesse contrastare questi effetti, i ricercatori hanno modificato geneticamente un gruppo di topi anziani affinché la proteina restasse stabile anziché diminuire come avviene normalmente con l'età. I risultati hanno mostrato che i topi con TTP stabilizzata presentavano livelli di fragilità fisica notevolmente inferiori rispetto agli animali non trattati della stessa età. I topi trattati hanno dimostrato una maggiore forza muscolare, livelli di attività più elevati e una densità ossea significativamente migliorata, suggerendo che la TTP svolge un ruolo ben più centrale nel processo di invecchiamento di quanto si ritenesse in precedenza.

Questi risultati si basano su ricerche precedenti dell'Imperial College di Londra, che avevano dimostrato che la disattivazione di una proteina infiammatoria correlata poteva prolungare la durata della vita sana nei topi. Insieme, questi studi stanno costruendo un quadro più chiaro di come l'infiammazione cronica acceleri l'invecchiamento a livello cellulare e di come interventi mirati potrebbero rallentare o parzialmente invertire tale processo. È già evidente che questo approccio è diverso dalla semplice soppressione del sistema immunitario, perché la stabilizzazione della TTP sembra ripristinare un equilibrio più giovane nella risposta infiammatoria senza compromettere le difese dell'organismo.

Sebbene le applicazioni cliniche sull'uomo siano ancora lontane diversi anni, il gruppo di ricerca ha dichiarato che i risultati forniscono una solida base per lo sviluppo di farmaci capaci di imitare l'effetto dei livelli potenziati di TTP negli esseri umani. Le aziende farmaceutiche hanno già mostrato interesse per questa via terapeutica, data l'enorme possibilità di mercato per trattamenti che affrontano i meccanismi alla radice dell'invecchiamento. I ricercatori prevedono di avviare studi preclinici di composti stabilizzanti la TTP entro i prossimi due anni, con l'obiettivo di testare l'approccio su pazienti affetti da fragilità legata all'età.

Fonti: ScienceDaily, SciTechDaily, University at Buffalo, Imperial College London, Aging and Disease

Commenti