Torna alla home Una combinazione prolunga la sopravvivenza nel tumore polmonare a piccole cellule Salute

Una combinazione prolunga la sopravvivenza nel tumore polmonare a piccole cellule

Pubblicato il 25 ottobre 2026 1 visualizzazioni

L’aggiunta di tarlatamab a durvalumab ha portato la sopravvivenza globale mediana da 12,7 a 21,1 mesi in uno studio di fase 3 sul tumore polmonare a piccole cellule in stadio esteso, secondo i dati del 24 ottobre. Per il Dana-Farber Cancer Institute, Jacob Sands ha presentato DeLLphi-305 al congresso ESMO nella città di Madrid. È un’analisi intermedia già prevista.

Lo studio randomizzato e aperto ha incluso 563 pazienti senza progressione dopo durvalumab, chemioterapia al platino ed etoposide. La terapia di mantenimento è stata l’associazione oppure durvalumab solo. Dana-Farber spiega che tarlatamab avvicina i linfociti T alle cellule tumorali perché si lega alle proteine CD3 e DLL3: così può aiutare il sistema immunitario ad attaccare il tumore.

AstraZeneca riferisce una riduzione relativa del 58% del rischio istantaneo di morte dopo circa 16 mesi di osservazione mediana: il rapporto di rischio è 0,42, con intervallo di confidenza al 95% fra 0,32 e 0,54. La sopravvivenza stimata a un anno è del 79% con l’associazione e del 53% con durvalumab solo. Il dato è riferito al gruppo studiato e non può garantire un beneficio individuale.

È migliorato anche il controllo della malattia. Per AstraZeneca, la sopravvivenza mediana senza progressione è di 7,4 mesi con l’associazione contro 1,9 con durvalumab solo: è il tempo senza peggioramento né morte. Ciò sostiene la possibilità di studiare un uso più precoce di tarlatamab in questa malattia aggressiva. Però il risultato riguarda una popolazione specifica in mantenimento.

Il beneficio è accompagnato da più tossicità. Amgen segnala eventi avversi legati alla terapia di grado 3 o più nel 20,9% del gruppo combinato contro il 10,8% del confronto. La sindrome da rilascio di citochine è comparsa nel 49,6% con l’associazione, perlopiù di grado 1 o 2. Perciò monitoraggio e gestione di questi effetti sono parte della valutazione dell’utilità pratica del regime.

Amgen sponsorizza lo studio; AstraZeneca contribuisce ai fondi e fornisce durvalumab. Dana-Farber precisa che tarlatamab è già autorizzato negli Stati Uniti per una linea più tardiva; qui si valuta un mantenimento più precoce. Amgen condividerà i dati con le autorità regolatorie mondiali, secondo il piano annunciato. È un annuncio di prove cliniche: non è di per sé una nuova autorizzazione.

Fonti: Dana-Farber Cancer Institute: https://www.dana-farber.org/newsroom/news-releases/2026/immunotherapy-combo-extends-survival-for-patients-with-aggressive-small-cell-lung-cancer-based-on-trial-results-presented-by-dana-farber-at-esmo-congress-2026 ; Amgen: https://www.amgen.com/newsroom/press-releases/2026/10/imdelltra-in-combination-with-imfinzi-reduced-risk-of-death-by-an-unprecedented-58-in-firstline-extensive-stage-small-cell-lung-cancer ; AstraZeneca: https://www.astrazeneca.com/media-centre/press-releases/2026/imfinzi-plus-imdelltra-reduced-the-risk-of-death-by-58-pct-in-1st-line-extensive-stage-small-cell-lung-cancer-in-the-dellphi-305-phase-iii-trial.html

Commenti