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Duane Davis condannato per l'omicidio di Tupac Shakur

Pubblicato il 1 settembre 2026 0 visualizzazioni

Una giuria di Las Vegas ha riconosciuto Duane Davis colpevole di omicidio di primo grado perché avrebbe organizzato la sparatoria dall'auto che uccise l'icona del rap Tupac Shakur nel 1996. È la prima condanna in un caso rimasto irrisolto per quasi trent'anni. Associated Press e Reuters hanno riferito che il verdetto è arrivato lunedì 31 agosto, dopo meno di tre ore di camera di consiglio e un processo durato undici giorni presso il tribunale della contea di Clark.

Davis, 63 anni, è già stato giudicato colpevole di un'accusa di omicidio con arma letale. Secondo Reuters, la pena sarà stabilita il 13 ottobre e l'imputato rischia al massimo l'ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. Davis ha comunicato al giudice che presenterà appello. I pubblici ministeri elimineranno però un'aggravante distinta legata alle gang per difficoltà logistiche con i testimoni, ha riferito AP.

L'accusa ha sostenuto che Davis procurò un'arma e guidò un gruppo alla ricerca di Shakur e del cofondatore della Death Row Records, Marion Suge Knight, dopo che Shakur e il suo seguito avevano picchiato il nipote di Davis in un casinò di Las Vegas il 7 settembre 1996. Per i procuratori, Davis si collocò più volte nella Cadillac bianca da cui partirono i colpi e fornì l'arma, benché non sia accusato di avere premuto il grilletto. La legge del Nevada può attribuire l'omicidio anche a chi aiuta a organizzare l'uccisione.

Il caso dello Stato si è basato soprattutto sui racconti dello stesso Davis in un colloquio riservato con gli investigatori nel 2008, nelle successive apparizioni mediatiche e nel libro di memorie Compton Street Legend del 2019. I procuratori hanno affermato che quelle versioni contenevano dettagli non ancora pubblici e mostravano un'ammissione coerente della sua attività. L'avvocato Michael Sanft le ha definite vanterie prive di conferme, raccontate per guadagnare, e ha contestato sia l'assenza di prove materiali sia la qualità dell'indagine, citando condotte scorrette e fascicoli mancanti.

Shakur aveva 25 anni quando i proiettili colpirono la BMW su cui viaggiava con Knight vicino alla zona degli alberghi di Las Vegas. Knight sopravvisse alle ferite, però Shakur morì sei giorni più tardi. L'artista aveva già ottenuto cinque album al primo posto, sei candidature ai Grammy ed è entrato nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2017. La sua morte è così diventata uno dei casi irrisolti più persistenti della musica e un capitolo decisivo nella realtà dell'hip-hop degli anni Novanta.

La sorella di Shakur, Sekyiwa Shakur, ha pianto e abbracciato i procuratori dopo il verdetto, mentre anche i familiari di Davis osservavano dall'aula, secondo AP. La condanna chiude il processo, però non l'iter giudiziario: il 13 ottobre verrà decisa la pena e l'appello annunciato potrà portare a un nuovo esame delle interviste, del libro e degli indizi che hanno convinto la giuria. Perciò l'attività dei giudici non è ancora conclusa né la sentenza sarà subito definitiva.

Fonti: Associated Press, Reuters, Rolling Stone

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