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I timori per Ebola quasi raddoppiano le morti materne settimanali nell'Ituri

Pubblicato il 3 agosto 2026 718 visualizzazioni

Nella provincia orientale dell'Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo, le morti materne sono quasi raddoppiate durante l'epidemia di Ebola, perché paura e disinformazione tengono le donne incinte lontane dagli ospedali. Secondo i dati del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione riferiti lunedì dall'Associated Press, la media settimanale è salita da 3,1 decessi prima dell'epidemia a 5,8 tra il 25 maggio e il 19 luglio, creando così una seconda crisi sanitaria.

Anche la quota di decessi fuori dalle strutture mediche è aumentata dal 9,1% al 17,4% nello stesso periodo, mostrano i dati dell'UNFPA. Noemi Dalmonte, vicerappresentante dell'agenzia in Congo, ha spiegato che le voci sull'Ebola rendono più forte la riluttanza a cercare assistenza. Alcune donne temono che una normale febbre porti subito all'isolamento, però questa convinzione non riflette le procedure cliniche né la realtà dell'attività sanitaria.

Il calo delle visite è già visibile a Bunia, città capoluogo dell'Ituri ed epicentro dell'epidemia. La Clinica Bénédicte registrava circa 60 donne al mese per le cure prenatali, ma adesso ne riceve più o meno 10, secondo il direttore sanitario Sonny Mwembo. Rinviare i controlli può lasciare nascoste gravi complicazioni della gravidanza e del parto finché la possibilità di successo di una terapia d'urgenza sarà più bassa.

La risposta all'Ebola assorbe però personale e forniture già limitati in cinque province colpite. Le organizzazioni umanitarie affermano che le strutture stanno spostando risorse dai servizi essenziali di maternità, mentre almeno 44 operatori sanitari infetti sono morti e altri hanno protestato per stipendi non pagati. Dall'inizio dell'epidemia a maggio, le autorità hanno inoltre registrato almeno 12 attacchi contro strutture e squadre sanitarie, perciò fiducia e accesso sono ancora più fragili.

Già prima dell'epidemia il Congo aveva uno dei più pesanti bilanci mondiali di mortalità materna. Almeno 19.000 donne sono morte per complicazioni della gravidanza nel 2023, secondo le più recenti cifre dell'ONU: è lo stesso numero dell'India ed è inferiore soltanto a quello della Nigeria. Nell'Africa subsahariana si verificano ogni anno circa 180.000 morti legate alla gravidanza, cioè quasi il 70% del totale globale, una realtà che richiede più continuità e qualità dell'assistenza.

La forma Bundibugyo di Ebola si diffonde attraverso il contatto diretto con fluidi corporei infetti o materiali contaminati e non ha né un vaccino approvato né una cura specifica, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità. Le linee cliniche dei CDC indicano per le donne incinte infette rischi più elevati, compreso l'aborto spontaneo. Informazioni affidabili, strutture più sicure, dispositivi protettivi e cure materne continue saranno perciò essenziali affinché complicazioni curabili non diventino fatali.

Fonti: Associated Press, United Nations Population Fund, World Health Organization, U.S. Centers for Disease Control and Prevention

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