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El Niño dichiarato ufficialmente con il 63 percento di probabilità di diventare un super El Niño da record

Pubblicato il 22 giugno 2026 641 visualizzazioni

La NOAA ha dichiarato ufficialmente l'11 giugno 2026 che le condizioni di El Niño si sono formate nell'Oceano Pacifico, con i meteorologi che hanno lanciato un severo avvertimento: c'è il 63 percento di probabilità che il fenomeno si intensifichi fino a diventare un El Niño molto forte o un cosiddetto super El Niño, potenzialmente uno dei più grandi eventi di questo tipo nella storia delle rilevazioni che risale al 1950. È già chiaro che ciò segnerà un cambiamento significativo nei modelli climatici globali, con conseguenze di vasta portata per i sistemi meteorologici, l'agricolità e la preparazione alle catastrofi su più continenti.

Un profondo bacino di acqua eccezionalmente calda che si sta formando nel Pacifico occidentale fornisce l'energia necessaria per spingere questo El Niño verso livelli da record. Alcuni modelli di previsione computerizzati suggeriscono che le temperature superficiali del mare nella regione chiave di monitoraggio potrebbero superare di almeno 2,5 gradi Celsius la media entro l'autunno o l'inizio dell'inverno, il che porterebbe il fenomeno in un territorio senza precedenti. Un super El Niño è ufficialmente definito da temperature superficiali del mare superiori di almeno 2 gradi Celsius alla norma, e più indicatori già suggeriscono che tale soglia verrà probabilmente superata.

Le previsioni della NOAA indicano che un forte El Niño si svilupperà durante l'autunno, con il picco atteso tra novembre 2026 e gennaio 2027. L'agenzia ha sottolineato che l'accumulo di acqua calda nel Pacifico occidentale è particolarmente preoccupante, poiché rispecchia i modelli osservati prima dei devastanti super El Niño del 1997-1998 e del 2015-2016. Quegli eventi precedenti provocarono inondazioni catastrofiche, siccità gravi e anomalie termiche estreme in regioni di tutto il mondo.

Le conseguenze per gli Stati Uniti sono particolarmente allarmanti. Storicamente, gli eventi di El Niño portano forti tempeste e piogge intense nella California meridionale e negli stati del sud, aumentando al contempo il rischio di incendi boschivi in altre aree. Il Paese affronta già preoccupazioni significative legate agli incendi: 2,4 milioni di acri sono già bruciati entro metà maggio, quasi il doppio della media decennale. La scarsa copertura nevosa, le ondate di calore precoci e l'abbondante crescita della vegetazione dovuta alle piogge primaverili hanno creato condizioni di elevata pericolosità in tutti gli stati occidentali.

Gli scienziati affermano che è praticamente certo che il 2026 si collocherà fra i dieci anni più caldi mai registrati, con l'anno attualmente in linea per chiudersi fra i cinque più caldi della storia dell'umanità. La combinazione del riscaldamento dovuto a El Niño, sommato alla tendenza a lungo termine del cambiamento climatico, crea le condizioni perché si verifichino eventi meteorologici estremi che possono essere devastanti per le comunità di tutto il mondo.

A livello globale, gli eventi di El Niño portano storicamente condizioni più umide negli stati meridionali degli Stati Uniti e condizioni più secche nel Pacifico nordoccidentale, in Australia e nel Sud-Est asiatico. Tali cambiamenti possono influenzare drasticamente le risorse idriche, i raccolti agricoli e la frequenza delle catastrofi naturali. I governi e le organizzazioni umanitarie stanno già preparando piani di emergenza per affrontare le possibili conseguenze di un super El Niño da record. Sarà necessario agire con tempestività, affinché i danni umani ed economici di questo potente fenomeno climatico vengano ridotti al minimo possibile.

Fonti: NOAA, CNN, US News, EarthSky

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