Circa 3.000 vigili del fuoco erano ancora impegnati domenica su due grandi fronti d'incendio in Francia, perché le fiamme contenute non tornassero ad avanzare con il caldo e il vento. Secondo Associated Press, il vasto rogo della Gironda, vicino a Bordeaux, è rimasto entro il suo perimetro ma bruciava ancora; un altro incendio nel dipartimento sudorientale del Var non si è più esteso durante la notte, però non è già classificato come domato.
L'incendio della Gironda ha percorso circa 420 chilometri quadrati in dieci giorni e ha costretto 224.000 persone all'evacuazione, perciò è una delle più grandi operazioni in tempo di pace nella storia moderna francese. Le autorità hanno riferito che molte migliaia di residenti sono tuttora sfollati o non possono rientrare. Le attività continuano tra punti caldi, linee tagliafuoco e foreste bruciate, mentre nell'area resta l'allerta rossa più elevata.
Nel Var, quasi 1.500 pompieri combattono un rogo che ha attraversato circa 18 chilometri quadrati in poco più di un giorno. Le autorità hanno indicato domenica mattina che il perimetro è stabile, però gli aerei continuano a proteggere città e villaggi tra vigneti, uliveti e colline boscose. Circa 2.500 persone sono già state evacuate perché le fiamme minacciano le comunità della zona nota come Provenza Verde.
Il primo ministro Sébastien Lecornu ha dichiarato che gli incendi sono in generale sotto controllo, però le condizioni possono cambiare rapidamente. Ha nominato un coordinatore nazionale affinché supervisioni la ricostruzione nelle aree colpite. Dall'inizio del 2026 sono bruciati in Francia più di 1.170 chilometri quadrati, secondo i dati citati da Associated Press: una realtà che mostra quanto sarà ampia e difficile la ripresa.
Il sostegno europeo ha rafforzato le attività nazionali durante l'emergenza più vasta. La Commissione europea ha spiegato che il Meccanismo di protezione civile ha inviato in Francia aerei ed elicotteri di più Paesi e ha usato le mappe satellitari Copernicus. La riserva strategica rescEU comprende 22 aerei e cinque elicotteri, così può intervenire quando le offerte nazionali non bastano alle necessità operative.
I dati climatici e di monitoraggio collocano i roghi in una tendenza ambientale più ampia. Un'analisi rapida citata da Associated Press indica che il cambiamento climatico causato dall'uomo ha raddoppiato la possibilità di condizioni estreme associate agli incendi francesi. Il Centro comune di ricerca dell'Unione europea ha contato 254.388 ettari bruciati entro il 22 luglio, già oltre la media di lungo periodo. La priorità sarà evitare nuove fiamme, poi verrà la ricostruzione e potrà iniziare il recupero degli ecosistemi.
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