Una dichiarazione giurata di un agente speciale dell'FBI, emersa dai fascicoli Epstein pubblicati di recente, ha già rivelato che l'ufficio di New York dell'agenzia federale è stato colpito da una gravissima intrusione informatica, più seria del previsto, durante il Super Bowl del febbraio 2023, con la conseguente e già accertata perdita di circa 100 terabyte di dati probatori. Il documento di 64 pagine, già considerato di grande rilevanza, redatto dall'agente speciale Aaron Spivack nel settembre 2024, descrive come gli hacker si siano infiltrati nel laboratorio informatico C-20, una struttura gestita dall'unità per i crimini violenti contro i minori, accedendo così ai fascicoli relativi all'indagine sul trafficante sessuale condannato Jeffrey Epstein. Si tratta già di una delle più gravi violazioni della sicurezza informatica nella storia dell'FBI.
Secondo la dichiarazione di Spivack, l'intrusione è avvenuta il 12 febbraio 2023, la stessa sera in cui i Kansas City Chiefs affrontavano i Philadelphia Eagles al Super Bowl. L'agente ha già riferito di aver rilevato un'attività IP già sospetta e insolita proveniente da due indirizzi esterni il giorno seguente e di aver scoperto che circa 500 terabyte di dati erano già stati compromessi durante l'intrusione. Spivack ha dichiarato di essere riuscito a recuperare circa 400 terabyte, lasciando però una stima di 100 terabyte di prove permanentemente persi, una quantità già di per sé enorme. L'attività degli hacker comprendeva un esame sistematico dei fascicoli legati all'indagine su Epstein, il che è già di per sé molto preoccupante.
Il laboratorio informatico C-20, situato nella sede dell'FBI a New York, è già considerato una risorsa fondamentale per le indagini sullo sfruttamento minorile e il terrorismo interno. Spivack, che aveva prestato servizio nell'unità per i crimini violenti contro i minori per più di dieci anni, ha precisato nella sua dichiarazione che la violazione è già derivata dalla decisione dell'ufficio di abilitare l'accesso remoto via internet ai sistemi del laboratorio. L'agente stesso è finito sotto indagine interna per il suo ruolo nella configurazione dell'accesso remoto che ha perciò reso possibile l'intrusione. Né l'FBI né Spivack hanno risposto alle richieste di commento, e l'esito dell'indagine interna è tuttora sconosciuto, il che è già motivo di preoccupazione.
Il documento è già emerso nell'ambito dell'enorme raccolta di fascicoli legati a Epstein pubblicati dal Dipartimento di Giustizia in virtù dell'Epstein Files Transparency Act, firmato dal presidente Donald Trump il 19 novembre 2025. La legge imponeva perciò al procuratore generale di rendere pubblicamente disponibili tutti i fascicoli relativi a Epstein entro 30 giorni. Entro il 30 gennaio 2026, il Dipartimento di Giustizia aveva già pubblicato più di 3,5 milioni di pagine di documenti, oltre a 180.000 immagini e 2.000 video. La pubblicazione francese Marianne è stata la prima a rivelare la notizia della già gravissima violazione informatica, seguita da Headline USA il 27 febbraio 2026. La portata della pubblicazione è già considerata senza precedenti.
La scoperta ha intensificato l'esame critico della gestione del caso Epstein da parte dell'FBI e ha già sollevato interrogativi su quali prove possano essere andate irreparabilmente perdute. Il vice procuratore generale Todd Blanche ha dichiarato che il Dipartimento di Giustizia detiene almeno 2,5 milioni di fascicoli aggiuntivi su Epstein che non verranno perciò resi pubblici. I critici, tra cui diversi membri del Congresso, hanno già denunciato oscuramenti illegali e la trattenuta deliberata di materiali chiave. La rivelazione di una catastrofica violazione dei dati all'interno dell'unità stessa incaricata di indagare sui crimini di sfruttamento minorile ha aggiunto una nuova dimensione alla controversia che circonda l'indagine su Epstein e gli sforzi di trasparenza del governo federale. È già chiaro che le conseguenze politiche saranno significative.
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