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I colloqui su Gaza avanzano senza l'impegno d'Israele

Pubblicato il 17 agosto 2026 0 visualizzazioni

Un incontro di quattro ore tra il negoziatore statunitense Jared Kushner e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha già prodotto lunedì nuovi gruppi di lavoro su Gaza, però nessun impegno pubblico d'Israele sulla più recente tabella di marcia sostenuta dagli Stati Uniti. Secondo Associated Press, i funzionari hanno definito costruttivi i colloqui a Gerusalemme, ma la sequenza tra disarmo di Hamas, ritiro israeliano e ricostruzione è tuttora la realtà più controversa.

Israele e il Consiglio di pace creato dagli Stati Uniti hanno concordato un gruppo sulla smilitarizzazione di Gaza e un altro sulla sanità pubblica e sulle condizioni umanitarie. L'ufficio di Netanyahu ha indicato che la smilitarizzazione dovrà essere rapida e completata prima della ricostruzione. Axios ha riferito inoltre che è stato discusso un meccanismo di deconflitto, con mediatori egiziani, affinché possibili violazioni e nuove minacce siano esaminate prima di un'escalation più ampia.

Kushner è arrivato dopo un raro incontro svoltosi domenica al Cairo con il capo di Hamas Khalil al-Hayya e mediatori di Egitto, Qatar e Turchia. Per AP, Hamas ha già accettato la proposta in quindici punti, però chiede la fine degli attacchi israeliani e il ritiro delle truppe fino alla cosiddetta linea gialla prima dell'attuazione. Israele controlla circa il 60 per cento di Gaza e non ha annunciato pubblicamente né promesso alcun ritiro.

La tabella di marcia prevede che Hamas trasferisca le armi a un'amministrazione tecnocratica palestinese, mentre una forza internazionale di stabilizzazione potrà sostenere verifica e distruzione. Il piano collega una smilitarizzazione graduale a un ritiro israeliano graduale e concede quattordici giorni per preparare il calendario dopo l'approvazione di tutte le parti. Il comitato palestinese destinato ad amministrare Gaza non è ancora entrato nel territorio.

I negoziati riguardano circa due milioni di palestinesi, la futura autorità di Gaza e la ricostruzione dopo anni di guerra. Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Pakistan, Indonesia e i Paesi mediatori hanno criticato il precedente rifiuto israeliano e chiesto attività concrete contro ogni blocco. Netanyahu, però, affronterà elezioni in ottobre e una forte pressione interna perché la ricostruzione non inizi prima del disarmo.

I funzionari hanno espresso cauto ottimismo, non una svolta. Un portavoce del direttore del Consiglio di pace Nickolay Mladenov ha spiegato che l'adesione israeliana è ancora un'attività in corso, mentre un funzionario statunitense ha detto ad Axios che passi concreti saranno possibili se Hamas consegnerà armi. Ricostruzione e presenza internazionale resteranno sospese finché le parti non definiranno sequenza, modalità di verifica e qualità di una minaccia imminente.

Fonti: Associated Press, Axios

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