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I mercati globali volano e il petrolio crolla dopo l'accordo di pace USA-Iran che riapre lo Stretto di Hormuz

Pubblicato il 15 giugno 2026 639 visualizzazioni

I mercati finanziari globali hanno registrato un massiccio rally di sollievo domenica e lunedì, in seguito all'annuncio del presidente Trump che l'accordo di pace tra Stati Uniti e Iran è completo e lo Stretto di Hormuz sarà riaperto immediatamente. Le azioni sono salite in tutte le principali borse, mentre i prezzi del petrolio sono scesi ai minimi degli ultimi tre mesi, poiché l'ottimismo degli investitori è cresciuto in modo generalizzato. La realtà è che l'impatto devastante della guerra di 107 giorni sulle forniture energetiche e sul commercio globale sta finalmente giungendo al termine.

I mercati asiatici hanno guidato la carica con guadagni straordinari su tutta la linea. L'indice Nikkei 225 del Giappone è balzato del 5,5 per cento nelle contrattazioni mattutine, mentre il Kospi della Corea del Sud è salito di un ancora più impressionante 5,7 per cento. Il Taiex di Taiwan è salito del 2,7 per cento e l'ASX 200 australiano è avanzato dell'1,5 per cento. L'indice MSCI Asia, che traccia le azioni in tutta la regione, è balzato di circa il 3 per cento nella sua più forte sessione degli ultimi mesi. L'ampiezza e la portata del rally hanno riflesso il profondo sollievo degli investitori, perché per mesi avevano sopportato un'incertezza legata alla guerra senza precedenti.

Anche i mercati indiani si sono uniti alla celebrazione globale con guadagni robusti. L'indice Nifty 50 è avanzato dell'1,51 per cento, aggiungendo 357 punti fino a raggiungere quota 23.980, mentre il Sensex è salito dell'1,6 per cento, con un balzo di 1.208 punti a 76.736. Le azioni delle società di commercializzazione petrolifera sono balzate di circa il 4 per cento, poiché il calo dei prezzi del greggio prometteva margini più elevati per i rivenditori di carburante. Il rally azionario indiano è stato generalizzato, con guadagni nei settori dei servizi finanziari, dei beni di consumo e della tecnologia.

I futures azionari statunitensi ed europei sono saliti di oltre l'1,2 per cento nel pre-mercato, segnalando che il rally si sarebbe esteso anche ai mercati occidentali alla loro apertura. Anche i mercati obbligazionari si sono rafforzati, perché la propensione al rischio è migliorata e la domanda di beni rifugio è diminuita. Il cambiamento positivo del sentimento è stato notevolmente uniforme in tutte le classi di attività, con le valute delle nazioni importatrici di petrolio che si sono rafforzate contro il dollaro.

Il Brent, il riferimento internazionale del petrolio, è sceso di oltre il 4 per cento dirigendosi verso gli 83 dollari al barile, ritirandosi nettamente dai livelli elevati che avevano persistito per tutta la durata del conflitto. La prospettiva della riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico senza restrizioni significa che circa il 20 per cento dell'offerta mondiale di petrolio e gas potrà di nuovo fluire liberamente attraverso la via d'acqua critica. I trader energetici si sono mossi rapidamente per liquidare le posizioni legate al premio di guerra, già mantenute troppo a lungo.

La risposta dei mercati riflette l'enorme costo economico che il conflitto ha inflitto all'economia mondiale. Durante la guerra di 107 giorni, le interruzioni delle forniture energetiche si sono propagate in ogni settore, facendo aumentare i costi per i produttori, le compagnie aeree, le società di navigazione e i consumatori di tutto il mondo. La possibilità di una ripresa rapida è però concreta. Gli analisti hanno avvertito che, sebbene l'euforia iniziale sia giustificata, il pieno recupero delle condizioni di mercato richiederà tempo. Tuttavia, il consenso è che l'accordo rappresenta un punto di svolta decisivo per i mercati globali, perciò la maggior parte dei previsori ha già rivisto al rialzo le proiezioni di crescita e al ribasso quelle sui prezzi dell'energia.

Fonti: Bloomberg, Al Jazeera, CNBC, Business Standard

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