Le autorità indiane hanno dichiarato che un focolaio di virus Nipah è stato contenuto dopo aver confermato due casi nello stato orientale del Bengala Occidentale, una regione confinante con Bangladesh, Bhutan e Nepal. L'annuncio arriva mentre diversi paesi asiatici hanno implementato controlli sanitari rafforzati negli aeroporti internazionali in risposta al virus mortale per il quale non esiste alcun trattamento o vaccino approvato.
Secondo il Ministero della Salute indiano, i due casi confermati sono operatori sanitari, una donna e un uomo di 25 anni, entrambi infermieri attualmente ricoverati in terapia intensiva. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato questi dettagli mentre la comunità sanitaria internazionale monitora attentamente la situazione. Il ministero ha riferito che 196 contatti sono stati tracciati e tutti sono risultati negativi al virus.
Il Ministero della Salute ha sottolineato che la situazione rimane sotto costante monitoraggio con tutte le misure di sanità pubblica necessarie già in atto. I funzionari stanno conducendo estese attività di tracciamento dei contatti e sorveglianza nelle aree colpite per prevenire qualsiasi potenziale diffusione del virus oltre i casi attuali.
In risposta al focolaio, diverse nazioni asiatiche hanno rafforzato i loro protocolli sanitari alle frontiere. Il ministero della salute thailandese ha assegnato aree di parcheggio speciali per gli aerei provenienti dai paesi colpiti da Nipah e richiede ai passeggeri di compilare moduli di dichiarazione sanitaria prima dell'immigrazione. Il Ministero della Salute malese ha annunciato l'introduzione di controlli sanitari in tutti i punti di ingresso internazionali. Anche Indonesia e Nepal hanno implementato misure di controllo rafforzate nei loro aeroporti.
Il virus Nipah è uno dei patogeni più pericolosi al mondo, con un tasso di mortalità stimato tra il 40 e il 75 per cento degli individui infetti. I sopravvissuti possono sperimentare difficoltà neurologiche durature, tra cui convulsioni persistenti e cambiamenti della personalità. Il virus si trasmette dagli animali agli esseri umani, principalmente attraverso i pipistrelli della frutta che sono il serbatoio naturale, e può anche diffondersi attraverso cibo contaminato o contatto diretto con persone infette.
Il primo focolaio conosciuto di virus Nipah si è verificato nel 1998 quando allevatori di maiali e macellai in Malesia e Singapore lo hanno contratto da maiali infetti. Almeno 250 persone furono infettate durante quel focolaio, con più di 100 decessi registrati. Nessun nuovo focolaio è stato segnalato dalla Malesia o da Singapore dal 1999.
Nonostante la gravità del virus, gli esperti notano che il rischio di una pandemia diffusa rimane basso. Il numero di riproduzione di base del virus è tipicamente inferiore a uno, suggerendo una limitata capacità di trasmissione da uomo a uomo. Tuttavia, l'alto tasso di mortalità e la mancanza di trattamenti approvati rendono qualsiasi focolaio una seria preoccupazione per la sanità pubblica.
Diversi candidati vaccini sono attualmente in fase di sviluppo per combattere il virus Nipah. Gli scienziati dell'Università di Oxford hanno iniziato i test di Fase 2 di un vaccino in Bangladesh a dicembre 2025, utilizzando la stessa piattaforma tecnologica del loro vaccino COVID-19 di successo. Ciò rappresenta un passo significativo nello sforzo globale per sviluppare misure preventive contro questo patogeno mortale.
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