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Israele ha segretamente inviato l'Iron Dome negli Emirati durante la guerra con l'Iran, conferma Huckabee

Pubblicato il 12 maggio 2026 650 visualizzazioni

L'ambasciatore americano in Israele, Mike Huckabee, ha confermato durante una conferenza a Tel Aviv che Israele ha segretamente schierato batterie di missili Iron Dome e personale militare negli Emirati Arabi Uniti durante la guerra contro l'Iran — segnando così il primo dispiegamento pubblicamente riconosciuto di forze militari israeliane in quello Stato del Golfo.

Questa rivelazione rappresenta una tappa storica nelle relazioni israelo-emiratine, formalizzate attraverso gli Accordi di Abramo nel 2020. Gli Emirati Arabi Uniti, paese che ospita le grandi città di Abu Dhabi e Dubai, hanno affrontato una minaccia reale di missili e droni iraniani. Perciò Israele ha esteso il proprio scudo di difesa aerea al partner del Golfo in un gesto senza precedenti di solidarietà militare, dimostrando quanto sia già solida la nuova alleanza regionale.

Il dispiegamento è avvenuto mentre l'Iran lanciava attacchi in tutta la regione. In un altro punto di tensione, l'Iran ha attaccato l'isola del Kuwait, dove la Cina sta attualmente aiutando a costruire un importante porto, suscitando timori di una più ampia destabilizzazione regionale e minacciando significativi investimenti infrastrutturali legati all'Iniziativa cinese della Via della Seta. La realtà geopolitica del Golfo è così sempre più complessa e instabile.

Sul fronte nord, i caschi blu dell'ONU dispiegati in Libano hanno registrato più di 1.296 attacchi militari israeliani in soli tre giorni, il che evidenzia la portata e l'intensità delle operazioni in corso. Gli attacchi israeliani contro le posizioni di Hezbollah hanno ucciso almeno 13 persone nel Libano meridionale solo martedì, tra cui un soldato, un bambino e due soccorritori, secondo le autorità sanitarie libanesi. La possibilità di porre fine alle ostilità sembra però ancora lontana.

Nella città di Nabatieh, gli attacchi hanno causato cinque morti, tra cui due soccorritori della Difesa Civile rimasti uccisi mentre intervenivano dopo attacchi precedenti, una situazione che ha suscitato forti condanne internazionali. Le organizzazioni umanitarie hanno avvertito che colpire i primi soccorritori mina qualsiasi tentativo di proteggere i civili durante le ostilità attive, poiché così nessuno può più sentirsi al sicuro.

Sul fronte delle sanzioni, l'amministrazione Trump ha annunciato misure contro 12 individui ed entità accusati di facilitare la vendita di petrolio iraniano alla Cina per conto delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Questa decisione fa parte di una strategia più ampia per tagliare le fonti di entrate di Teheran e limitarne la capacità di finanziare forze di procura in tutto il Medio Oriente. È perché il controllo dei flussi energetici ha ormai un'importanza strategica fondamentale.

La confluenza di questi sviluppi — la condivisione israeliana di capacità di difesa aerea con gli stati arabi del Golfo, l'aggressione iraniana contro i vicini regionali, gli scontri con Hezbollah in Libano e le nuove sanzioni americane — segnala una riconfigurazione dell'architettura di sicurezza mediorientale. Israele e i suoi partner degli Accordi di Abramo agiscono sempre più come un blocco difensivo unificato contro l'espansionismo iraniano, ridefinendo così la geopolitica dell'intera area.

Fonti: Al Jazeera, Times of Israel, NPR, JNS

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