Gli elettori del Kazakistan si sono recati alle urne domenica 23 agosto per la prima elezione del Kurultai, il nuovo Parlamento monocamerale creato dalla riforma costituzionale. Secondo Associated Press, il partito Adilet, al governo e vicino al presidente, è favorito per un'ampia maggioranza, risultato che potrà consolidare l'autorità del presidente Kassym-Jomart Tokayev nel più grande Paese dell'Asia centrale.
Il voto è successivo al referendum di marzo, nel quale l'87 per cento degli elettori ha approvato una nuova Costituzione che ha sostituito il precedente Parlamento bicamerale con il Kurultai. Le modifiche hanno anche ripristinato la vicepresidenza e ampliato i poteri presidenziali di nomina, però per alcune alte cariche sarà necessaria l'approvazione parlamentare. La Costituzione è entrata in vigore il 1º luglio e ha chiuso il mandato del vecchio Parlamento.
La Commissione elettorale centrale ha spiegato che il Kurultai è composto da 145 deputati, eletti per cinque anni con sistema proporzionale in un unico collegio nazionale. Sette partiti hanno registrato liste con 545 candidati, tra i quali 172 donne. La Commissione ha già precisato che donne, giovani e persone con disabilità costituiscono complessivamente il 43,9 per cento delle candidature.
Le autorità elettorali hanno registrato 12.561.644 aventi diritto e predisposto 10.427 seggi, compresi 82 seggi in 64 Paesi esteri. La Commissione ha inoltre accreditato osservatori internazionali e ha indicato che più di 71.000 funzionari riceveranno una formazione sul nuovo quadro giuridico. L'attività di voto è iniziata mentre le autorità descrivevano la consultazione come una transizione istituzionale storica.
Tokayev, 73 anni, guida il Kazakistan dal 2019 e ha sostenuto che le modifiche permetteranno decisioni più rapide in una realtà internazionale in continuo cambiamento. AP ha ricordato che il presidente cerca un equilibrio tra Mosca e i governi occidentali dall'invasione russa dell'Ucraina. Perciò l'elezione avrà rilevanza oltre la politica interna, poiché il Paese è un grande produttore di energia e un'importante potenza regionale.
Il voto è seguito anche per la crescente concentrazione del potere esecutivo. Prima del referendum di marzo, l'Ufficio OSCE per le istituzioni democratiche e i diritti umani riferì che alcuni interlocutori temevano controlli più deboli, limiti più ampi ai diritti e maggiori possibilità d'intervento dell'esecutivo nella società civile. I risultati ufficiali definiranno il primo Kurultai e mostreranno quale rappresentanza otterranno i sei partiti più piccoli accanto ad Adilet.
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