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L'esercito messicano uccide El Mencho, capo del cartello Jalisco Nuova Generazione, scatenando violenze in tutto il Messico

Pubblicato il 22 febbraio 2026 767 visualizzazioni

L'esercito messicano ha ucciso Nemesio Rubén Oseguera Cervantes, noto come El Mencho, il capo del potente cartello Jalisco Nuova Generazione (CJNG), durante un'operazione militare nella città di Tapalpa, nello stato di Jalisco, domenica 22 febbraio. Un funzionario federale ha confermato che Oseguera Cervantes, di 59 anni, è rimasto ferito durante un violento scontro a fuoco ed è deceduto mentre veniva trasportato per via aerea a Città del Messico. Altre quattro persone sono già state uccise dalle truppe durante il raid, portando il bilancio complessivo a sette morti, mentre due persone sono state arrestate sul posto. Tre membri delle forze armate messicane hanno riportato ferite e si trovano già in cura. Le autorità hanno sequestrato veicoli blindati, lanciarazzi e altre armi.

L'operazione rappresenta uno dei più significativi colpi al crimine organizzato nella storia del Messico. Gli Stati Uniti avevano offerto una ricompensa fino a 15 milioni di dollari per informazioni che portassero alla cattura di El Mencho, già incriminato più volte presso il tribunale federale di Washington con accuse di cospirazione e distribuzione di metanfetamina, cocaina e fentanyl. L'ex capo della DEA Mike Vigil ha descritto l'operazione come una delle azioni più significative nella storia del narcotraffico, paragonando Oseguera Cervantes per importanza a Joaquín (El Chapo) Guzmán e Ismael (El Mayo) Zambada. Il vicesegretario di Stato americano Christopher Landau ha definito El Mencho uno dei più sanguinari e spietati signori della droga.

L'uccisione ha scatenato rappresaglie immediate e diffuse da parte del cartello in almeno sei stati messicani, tra cui Jalisco, Michoacán, Colima, Tamaulipas, Guanajuato e Aguascalientes. Veicoli incendiati e blocchi stradali sono già apparsi su numerose autostrade e aree urbane nelle ore successive all'operazione. Il governatore di Jalisco, Pablo Lemus Navarro, ha attivato un protocollo di emergenza denominato Codice Rosso, sospendendo così tutti i trasporti pubblici nello stato ed esortando i residenti a restare in casa. Il governatore ha dichiarato sui social che i blocchi si erano estesi ai confini territoriali e perfino agli stati vicini, perciò la situazione è considerata di estrema gravità.

Le violenze hanno gravemente perturbato il turismo e le infrastrutture di trasporto. I turisti sono già stati evacuati da Puerto Vallarta, dove colonne di fumo erano visibili sulla città turistica mentre membri del cartello incendiavano veicoli e bloccavano le autostrade. L'aeroporto è stato parzialmente chiuso. Air Canada ha sospeso i voli per Puerto Vallarta, così come Southwest, Alaska e Delta hanno cancellato voli o emesso esenzioni di viaggio. A Reynosa, nel Tamaulipas, al confine con il Texas, membri del cartello hanno bloccato le strade di accesso all'aeroporto. Il Dipartimento di Stato americano ha già emesso avvisi di sicurezza per Jalisco, Tamaulipas, Michoacán, Guerrero e Nuevo León, consigliando ai cittadini americani di mettersi al riparo.

Il CJNG, cofondato da Oseguera Cervantes intorno al 2007, era diventato uno dei due cartelli più potenti del Messico insieme al cartello di Sinaloa, con operazioni in tutti i 50 stati americani. Nel febbraio 2025, l'amministrazione Trump ha designato il CJNG come organizzazione terroristica straniera, poiché è coinvolto nel traffico di fentanyl, nell'estorsione, nel traffico di migranti e nel commercio di armi. La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha riconosciuto le perturbazioni però ha affermato che le attività si svolgevano in completa normalità sulla maggior parte del territorio messicano. L'eliminazione avviene in un momento in cui il Messico è già sotto crescente pressione da Washington riguardo alla lotta al narcotraffico, e con Jalisco che dovrà ospitare quattro partite della Coppa del Mondo FIFA 2026 a giugno, la questione della sicurezza nella regione è diventata ancora più urgente.

Fonti: NPR, CNN, Washington Post, CBS News, France 24, Bloomberg, PBS News, CNBC

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