Torna alla home Michael Burry scommette contro Oracle dopo le posizioni corte su Nvidia e Palantir Economia

Michael Burry scommette contro Oracle dopo le posizioni corte su Nvidia e Palantir

Pubblicato il 10 gennaio 2026 135 visualizzazioni

Il leggendario investitore Michael Burry, famoso per aver previsto la crisi finanziaria del 2008 come raffigurato nel film The Big Short, ha rivelato una nuova scommessa ribassista contro Oracle Corporation. La divulgazione è avvenuta in un post su Substack pubblicato venerdì dopo la chiusura dei mercati, aggiungendo Oracle alla sua crescente lista di posizioni corte nel settore tecnologico.

Burry, che gestisce l'hedge fund Scion Asset Management, ha criticato l'aggressiva espansione di Oracle nei servizi di cloud computing. L'azienda, tradizionalmente nota per il suo software di database, ha assunto circa 95 miliardi di dollari di debito per finanziare la costruzione dei suoi data center. Nel suo post, Burry ha scritto che non gli piace come è posizionata o gli investimenti che sta facendo, suggerendo che l'azienda non aveva bisogno di perseguire questo percorso e chiedendosi se l'ego potrebbe guidare queste decisioni.

Le azioni Oracle sono scese di circa il 40 per cento dai loro massimi di settembre 2025, nonostante abbiano sperimentato un drammatico aumento del 36 per cento in un solo giorno all'inizio dell'anno a seguito di previsioni ottimistiche sul cloud. Burry ha acquistato opzioni put sulle azioni Oracle e ha rivelato di aver anche venduto direttamente allo scoperto il titolo negli ultimi sei mesi.

Questa scommessa su Oracle segue la divulgazione di novembre 2025 di Burry di posizioni corte contro i beniamini dell'IA Nvidia e Palantir Technologies. Secondo il deposito 13F di Scion, Burry ha acquistato opzioni put scommettendo che Palantir sarebbe sceso a 50 dollari da circa 200 dollari, e Nvidia sarebbe calato a 110 dollari da circa 190 dollari entro il 2027.

Burry ha spiegato la sua logica per prendere di mira Nvidia specificamente, descrivendola come il modo più concentrato per esprimere una visione ribassista sull'intelligenza artificiale. Ha notato che Nvidia è l'azienda più amata e meno messa in dubbio, rendendo lo shorting economico con opzioni put poco costose rispetto ad altre grandi posizioni corte più contestate.

L'investitore ha chiarito perché ha evitato di shortare i giganti tecnologici più grandi come Meta, Alphabet e Microsoft, notando che i loro business si estendono ben oltre l'IA. Ha spiegato che shortare Meta significherebbe anche shortare la sua dominanza nei social media e nella pubblicità, mentre shortare Alphabet significherebbe scommettere contro Google Search, Android e Waymo. Ha aggiunto che shorterebbe OpenAI a una valutazione di 500 miliardi di dollari, sottolineando il suo scetticismo più ampio sul ritmo e l'economia dello sviluppo dell'IA.

Fonti: Bloomberg, Yahoo Finance, Les Echos

Commenti