Nagasaki ha commemorato domenica 9 agosto l'81° anniversario del bombardamento atomico statunitense, mentre il sindaco Shiro Suzuki ha avvertito che una maggiore dipendenza dalla deterrenza nucleare accresce il pericolo di una guerra atomica. Nella cerimonia al Parco della Pace della città del Giappone sudoccidentale, ha definito le armi nucleari un male assoluto incompatibile con l'umanità e ha invitato le potenze atomiche e i loro alleati ad affrontare i rischi delle proprie politiche.
Alla cerimonia erano presenti rappresentanti di più di 90 Paesi, secondo l'Associated Press. I partecipanti hanno osservato un minuto di silenzio alle 11:02, l'ora in cui nel 1945 un B-29 statunitense sganciò la bomba al plutonio nota come Fat Man. L'attacco uccise circa 70.000 persone entro la fine dell'anno, tre giorni dopo Hiroshima, dove morirono circa 140.000 persone; il Giappone si arrese il 15 agosto e così finì la Seconda guerra mondiale.
Suzuki ha rivolto parte dell'appello al governo nazionale. Tokyo dovrà rispettare la Costituzione pacifista, preservare i tre principi non nucleari che vietano di possedere, produrre o introdurre armi atomiche nel Paese, e partecipare quest'anno alla conferenza di revisione del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari. Il Giappone non ha aderito a quell'accordo ed è però già protetto dall'ombrello nucleare degli Stati Uniti.
La prima ministra Sanae Takaichi era alla cerimonia e ha dichiarato che il suo governo mantiene attualmente i tre principi. Ha sostenuto ancora una via che considera realistica e pragmatica verso un mondo senza armi atomiche, però non ha promesso in modo esplicito che tutte le regole resteranno intatte mentre l'esecutivo rivede la politica di difesa. Nel suo intervento non ha né citato né discusso il trattato di proibizione.
Il confronto avviene poiché c'è la possibilità che i prossimi documenti di sicurezza rafforzino le capacità militari offensive o riconsiderino il divieto d'ingresso delle armi nucleari. I sopravvissuti, chiamati hibakusha, hanno criticato il sostegno ufficiale alla deterrenza e protestato contro qualsiasi allentamento. Sono ormai 91.105 e la loro età media è superiore a 86 anni; perciò preservare le testimonianze dirette è un'attività sempre più urgente per la società.
La commemorazione ha così collegato la memoria della distruzione del 1945 a una disputa politica nazionale e internazionale di piena attualità. Suzuki ha chiesto ai leader di ridurre la dipendenza dalle minacce atomiche, mentre Takaichi ha detto che il Giappone perseguirà il disarmo nel quadro del Trattato di non proliferazione e valuterà l'altro accordo secondo sicurezza e disarmo. La revisione della difesa e la conferenza di quest'anno mostreranno come andrà il confronto fra queste realtà e quale posizione verrà scelta.
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