Le azioni di Oracle sono balzate tra il 9 e il 15 per cento il 10 e l'11 marzo, dopo che la società ha presentato risultati eccezionali per il terzo trimestre fiscale 2026, trainati da una domanda esplosiva di infrastrutture per l'intelligenza artificiale. È già evidente che la crescita è stata straordinaria: i ricavi dell'infrastruttura cloud sono aumentati dell'84 per cento fino a raggiungere 4,9 miliardi di dollari, mentre i ricavi dell'infrastruttura IA sono cresciuti di un sorprendente 243 per cento su base annua. Il fatturato totale del cloud è salito del 44 per cento a 8,9 miliardi di dollari, superando ampiamente le aspettative degli analisti e confermando la rapidità con cui Oracle si è trasformata in una vera e propria potenza del cloud computing. Perciò la società è già considerata protagonista indiscussa di questa rivoluzione tecnologica.
La dirigenza dell'azienda ha previsto la possibilità di raggiungere 90 miliardi di dollari di ricavi totali per il prossimo anno fiscale con inizio a giugno, una previsione che è andata ben oltre le stime degli analisti e che ha già rafforzato la fiducia degli investitori. Oracle ha inoltre annunciato piani per raccogliere tra 45 e 50 miliardi di dollari di capitale perché intende espandere la propria capacità infrastrutturale cloud, con più di 10 gigawatt di potenza di calcolo che entreranno in funzione nei prossimi tre anni. Gli obblighi di performance residui, un indicatore chiave dei ricavi futuri, sono più che quadruplicati fino alla cifra impressionante di 553 miliardi di dollari, poiché la domanda a lungo termine per i servizi cloud potenziati dall'IA è già in forte crescita e non accennerà a rallentare.
In uno sviluppo separato ma altrettanto significativo, il colosso dei social media ha confermato l'acquisizione di Moltbook, il virale social network basato sull'IA dove bot di intelligenza artificiale pubblicano, commentano e interagiscono come utenti umani. È già noto che la piattaforma aveva accumulato milioni di bot registrati in pochi giorni dal lancio, attirando un'attenzione diffusa nell'intero settore tecnologico. I fondatori di Moltbook, Matt Schlicht e Ben Parr, entreranno a far parte dei laboratori di superintelligenza del gigante tecnologico a partire dal 16 marzo, portando così la loro competenza nelle interazioni di IA agente nella più ambiziosa divisione di ricerca dell'azienda di Menlo Park.
L'acquisizione riflette la spinta aggressiva del gruppo di Zuckerberg verso ciò che gli analisti del settore chiamano il web agente, un paradigma in cui agenti di IA interagiscono autonomamente tra loro in contesti sociali. Integrando la tecnologia e i talenti di Moltbook, l'azienda di Menlo Park potrà posizionarsi all'avanguardia di questa frontiera emergente, con la possibilità di ridefinire le modalità di interazione digitale sulle sue piattaforme, tra cui Facebook, Instagram e WhatsApp. È perciò chiaro che questa operazione consolida ulteriormente la strategia del gigante tecnologico di acquisire startup innovative nell'ambito dell'IA per rafforzare la propria competitività nei confronti di rivali come Google e Microsoft.
Oltre a Oracle e al colosso dei social media, il più ampio panorama imprenditoriale dell'IA ha continuato ad attrarre investimenti massicci. Nexthop AI ha raccolto 500 milioni di dollari con una valutazione di 4,2 miliardi per soluzioni di rete per data center IA, mentre Rhoda AI ha già raggiunto una valutazione di 1,7 miliardi di dollari con un round di serie B da 450 milioni dedicato alla robotica addestrata tramite video. Inoltre, le azioni di Papa John's sono balzate del 19 per cento dopo un'offerta di acquisizione a 47 dollari per azione da parte di Irth Capital, società sostenuta da capitali del Qatar.
Nel frattempo, è ampiamente previsto che la Federal Reserve statunitense manterrà i tassi di interesse invariati nella riunione del 18 marzo, confermando l'attuale fascia tra il 3,5 e il 3,75 per cento. È però altrettanto evidente che i risultati di Oracle, combinati con l'incessante ondata di operazioni legate all'IA, rafforzano la visione secondo cui la domanda aziendale di potenza di calcolo per l'intelligenza artificiale si è già accelerata molto più rapidamente del previsto. Perciò l'infrastruttura IA è diventata uno dei temi di investimento più determinanti che stanno plasmando i mercati globali nel 2026, e la realtà è che questa tendenza andrà avanti ancora a lungo.
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