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I negoziati sul lavoro di Samsung falliscono: 45.000 lavoratori si preparano a uno sciopero storico di 18 giorni nelle fabbriche di chip

Pubblicato il 18 maggio 2026 828 visualizzazioni

I negoziati mediati dal governo tra Samsung Electronics e il suo più grande sindacato sono già falliti a pochi giorni da uno sciopero pianificato di 18 giorni che minaccia di paralizzare gran parte della più grande operazione mondiale di produzione di chip di memoria. Il Sindacato Nazionale di Samsung Electronics, che rappresenta circa 45.000 lavoratori, ha confermato che non è prevista la ripresa dei colloqui prima della data dello sciopero fissata al 21 maggio, preparando così il terreno per quello che sarebbe il più grande arresto lavorativo nella storia dell'industria dei semiconduttori.

La controversia è incentrata sui bonus legati ai profitti in forte crescita di Samsung nel settore dell'intelligenza artificiale. Il sindacato ha già chiesto che Samsung abolisca il tetto esistente sui bonus, destini il 15 per cento del suo utile operativo ai bonus dei lavoratori e formalizzi tali condizioni in contratti di lavoro permanenti. Samsung ha però offerto un pagamento una tantum per il 2026, rifiutando di impegnarsi in cambiamenti strutturali nel calcolo dei bonus, sostenendo che obblighi permanenti di condivisione degli utili ridurrebbero la flessibilità dell'azienda per investire nello sviluppo tecnologico futuro.

L'impatto potenziale sulle catene di approvvigionamento tecnologiche globali è enorme. Samsung è il più grande produttore mondiale di chip di memoria, compresi i componenti di memoria ad alta larghezza di banda essenziali per l'addestramento e il funzionamento dei sistemi di intelligenza artificiale. JPMorgan ha già stimato che lo sciopero potrebbe colpire l'utile operativo di Samsung per un importo compreso tra 14 e 20,8 miliardi di dollari, mentre le perdite giornaliere di vendita potrebbero raggiungere circa 700 milioni di dollari. Il primo ministro coreano ha perciò convocato una riunione d'emergenza per discutere misure di emergenza.

L'azione sindacale arriva in un momento particolarmente delicato per l'industria dei semiconduttori. Le società che costruiscono centri dati hanno già monopolizzato i componenti di memoria a causa della crescente domanda di infrastruttura per l'intelligenza artificiale, creando carenze che hanno già fatto aumentare i prezzi per il gaming e l'elettronica di consumo. Un arresto prolungato di Samsung aggraverebbe ulteriormente questi vincoli di approvvigionamento e potrebbe costringere le principali società di IA a ritardare i piani di espansione dei centri dati, rallentando così la velocità dello sviluppo dell'intelligenza artificiale nell'intero settore.

Le azioni della rivale Micron Technology sono scese del tre per cento lunedì mentre gli investitori valutavano le implicazioni più ampie di un arresto della produzione Samsung. Gli analisti del settore hanno avvertito che anche uno sciopero parziale potrebbe perturbare le catene di approvvigionamento globali per mesi, poiché il riavvio degli impianti di fabbricazione di semiconduttori dopo un arresto prolungato richiede settimane di ricalibrazione e test di qualità prima che la produzione possa riprendere a piena capacità.

Fonti: Bloomberg, Fortune, Tom's Hardware, Korea Herald, Reuters

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