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Scoperto un gigantesco tunnel di lava sotto la superficie di Venere

Pubblicato il 9 febbraio 2026 827 visualizzazioni

Un team internazionale di scienziati ha scoperto la prima prova confermata di un gigantesco tunnel di lava sotto la superficie di Venere, secondo uno studio pubblicato oggi su Nature Communications. La cavità sotterranea, situata nella regione vulcanica di Nyx Mons, ha un diametro stimato di circa un chilometro, uno spessore del tetto di almeno 150 metri e una profondità del vuoto non inferiore a 375 metri. È molto più grande di qualsiasi tubo lavico conosciuto sulla Terra e rappresenta una scoperta di straordinaria importanza per la comunità scientifica.

La scoperta è stata realizzata da ricercatori dell'Università di Trento e dell'Università di Padova, che hanno analizzato immagini radar catturate dalla sonda Magellan della NASA durante la sua missione su Venere dal 1990 al 1992. Il team, coordinato da Lorenzo Bruzzone del Laboratorio di Telerilevamento dell'Università di Trento, ha sviluppato tecniche di imaging specializzate per individuare condotti sotterranei in prossimità di collassi superficiali noti come lucernari.

Si stima che il tubo lavico si estenda per almeno 45 chilometri in base all'analisi del terreno circostante. Le sue dimensioni enormi hanno sorpreso gli scienziati, perché Venere possiede una gravità simile a quella della Terra, dove i tubi lavici sono tipicamente molto più piccoli. Strutture più grandi erano state teorizzate in precedenza soltanto per ambienti a bassa gravità come la Luna e Marte. Bruzzone ha sottolineato che l'identificazione di una cavità vulcanica su Venere è di particolare importanza, perché conferma teorie che per molti anni avevano soltanto ipotizzato la loro esistenza.

I risultati suggeriscono che Venere potrebbe ospitare alcune delle più estese cavità sotterranee del sistema solare. Questa scoperta potrebbe avere implicazioni significative per la comprensione dei processi vulcanici su altri pianeti e per la pianificazione di future missioni di esplorazione. Due prossime missioni, EnVision dell'Agenzia Spaziale Europea e VERITAS della NASA, porteranno sistemi radar avanzati a penetrazione del suolo che consentiranno agli scienziati di condurre indagini più dettagliate sulle strutture sotterranee di Venere.

Lo studio rappresenta un'avanzata significativa nella scienza planetaria e aggiunge Venere alla già breve lista di corpi celesti in cui sono stati identificati tubi lavici sotterranei. La possibilità di comprendere queste formazioni è di grande importanza perché potrebbe fornire informazioni preziose sulla storia vulcanica del pianeta e sulla sua attività geologica passata. La realtà è che questa scoperta apre nuove possibilità per l'esplorazione futura, così come per una migliore comprensione dei processi che hanno modellato la superficie venusiana. Le prossime missioni saranno fondamentali perché potranno finalmente verificare ciò che è stato finora soltanto ipotizzato.

Fonti: Nature Communications, Phys.org, Futurism, Universe Today, ZME Science

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