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Scienziati scoprono un'enorme fonte di idrogeno naturale nelle rocce miliardarie dello Scudo Canadese

Pubblicato il 21 maggio 2026 835 visualizzazioni

Scienziati dell'Università di Toronto e dell'Università di Ottawa hanno scoperto che le rocce dello Scudo Canadese, vecchie di un miliardo di anni, stanno producendo naturalmente quantità significative di gas idrogeno, una scoperta che è già considerata rivoluzionaria perché potrà certamente trasformare la realtà il panorama globale dell'energia pulita. La ricerca, pubblicata nei Proceedings of the National Academy of Sciences, fornisce le prime misurazioni continue a lungo termine dell'accumulo naturale di idrogeno sotterraneo, raccolte in una miniera attiva vicino a Timmins, nell'Ontario settentrionale.

L'idrogeno naturale è prodotto attraverso reazioni chimiche tra rocce antiche e le acque sotterranee che le attraversano, un processo noto come serpentinizzazione. La ricercatrice principale Barbara Sherwood Lollar ha spiegato che queste reazioni avvengono da miliardi di anni nella crosta terrestre, generando costantemente gas idrogeno. A differenza dell'idrogeno verde, che richiede un'elettrolisi ad alto consumo energetico, l'idrogeno bianco si forma senza alcun intervento umano né emissioni di carbonio, rendendolo così una fonte di combustibile eccezionalmente pulita, perciò è evidente che la sua importanza è già enorme.

La portata della scoperta ha sorpreso persino il gruppo di ricerca. I dati raccolti dai pozzi nella miniera di Timmins hanno mostrato che ogni pozzo rilascia in media otto chilogrammi di idrogeno all'anno, con il gas che continua a fluire per almeno un decennio. Estrapolando ai quasi 15.000 pozzi del sito, la produzione stimata di idrogeno supera le 140 tonnellate annue, il che potrà generare circa 4,7 milioni di kilowattora di energia all'anno, sufficienti a soddisfare il fabbisogno energetico annuale di più di 400 abitazioni.

Le implicazioni geografiche vanno ben oltre una singola miniera. I ricercatori hanno riscontrato che le più alte concentrazioni di idrogeno naturale appaiono in regioni geologiche già associate all'attività mineraria canadese, tra cui l'Ontario settentrionale, il Québec, il Nunavut e i Territori del Nord-Ovest. Questa sovrapposizione con l'infrastruttura mineraria esistente potrà ridurre significativamente i costi e le sfide logistiche dell'estrazione di idrogeno, poiché i pozzi e i tunnel di accesso sono già presenti da più anni in migliaia di siti in tutto lo Scudo Canadese.

Analisti energetici e scienziati del clima hanno reagito con cauto ottimismo. Diversi Paesi, tra cui Francia, Australia e Mali, hanno anch'essi segnalato giacimenti di idrogeno naturale, alimentando così una crescente corsa internazionale per valutare la redditività commerciale di questa risorsa. Rimangono importanti questioni tecniche ed economiche prima che l'idrogeno bianco possa passare dalle misurazioni di laboratorio alla produzione energetica commerciale, però lo studio rappresenta già una tappa fondamentale nella realtà scientifica, nella comprensione del ciclo naturale dell'idrogeno terrestre e apre una frontiera promettente nella ricerca di fonti di energia prive di carbonio.

Fonti: ScienceDaily, Phys.org, Interesting Engineering, EurekAlert, Proceedings of the National Academy of Sciences

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