I librai dell'usato nel Regno Unito e in Irlanda segnalano un'insolita ondata di ordini ampi e senza un tema evidente, perciò è cresciuto il sospetto che alcuni libri cartacei possano servire all'addestramento dell'intelligenza artificiale. The Guardian ha pubblicato l'inchiesta sabato 15 agosto dopo aver contattato negozi raggiunti da richieste provenienti da Stati Uniti, Canada, Europa continentale e Regno Unito. Non c'è però alcuna prova che colleghi queste specifiche transazioni a un laboratorio di IA; diversi intermediari citati hanno già negato accuse simili oppure non hanno risposto.
Stuart Manley, comproprietario di Barter Books ad Alnwick, ha spiegato che le richieste sono iniziate circa tre mesi fa e non seguono i temi tipici di una normale collezione. Un ordine univa una traduzione estone di un romanzo di John le Carré, un'edizione precisa di Agnes Grey di Anne Brontë e un numero del 1983 di una rivista navale. Tre acquirenti hanno comprato centinaia di volumi casuali per circa 4.000 sterline, una realtà più redditizia ma anche più difficile da gestire.
MW Books a Claregalway riceve grandi ordini vari dall'inizio di maggio, mentre BookLovers of Bath ha registrato fra maggio e luglio un'ondata di circa 200 libri. Un altro venditore britannico ha riferito al Guardian che clienti simili hanno ordinato 6.000 volumi da gennaio, pagando il prezzo pieno e usando talvolta lo stesso indirizzo con nomi diversi. Un codice postale verificato dal giornale indicava attività di magazzino merci vicino all'aeroporto di Heathrow.
Il modello è simile alle segnalazioni arrivate da Australia, Paesi Bassi, Germania, Svizzera e Stati Uniti. Fortune ha documentato la richiesta di 3.001 codici ISBN inviata a un libraio olandese da una società presentatasi come 2077AI, però il messaggio non chiariva l'uso futuro e l'azienda non ha risposto. Zoom Books, citata in più resoconti, descrive la propria attività come riciclo librario e ha già negato che i suoi acquisti siano destinati all'estrazione di testi per l'IA.
Il sospetto ha però un contesto industriale già documentato. Atti giudiziari hanno mostrato che Anthropic ha comprato milioni di libri fisici, ne ha rimosso le rilegature, ha scansionato le pagine e ha eliminato gli originali per creare una biblioteca digitale. Anthropic afferma che Claude usa materiale web pubblico, raccolte acquistate e dati prodotti internamente, e che nessun programma compra né distrugge volumi rari o antiquari. ISBNdb ha inoltre definito una pagina sull'approvvigionamento massiccio per l'IA un semplice test d'interesse, poiché il servizio non è mai partito.
I libri offrono testi di qualità, compresi lavori più vecchi o oscuri non disponibili online, perciò possono diventare preziosi per sviluppatori in cerca di dati nuovi. Ingram Content Group ha già avvisato gli editori che le società di IA comprano più volumi fisici e ha offerto la possibilità di escludere le vendite dirette note, riconoscendo però che identificare i clienti può essere difficile. Per i librai sono già realtà un carico maggiore e scorte alterate; la presenza dei nuovi ordini in una filiera dell'IA sarà confermata soltanto con più trasparenza.
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