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Scienziati di Stanford scoprono come l'Alzheimer inganna il cervello per cancellare i ricordi

Pubblicato il 26 gennaio 2026 258 visualizzazioni

Ricercatori dell'Università di Stanford hanno scoperto un meccanismo molecolare critico che spiega come la malattia di Alzheimer distrugge i ricordi, rivelando che sia la beta amiloide che l'infiammazione cerebrale convergono su un singolo recettore che segnala ai neuroni di potare le proprie connessioni. La scoperta rivoluzionaria, pubblicata sui Proceedings of the National Academy of Sciences, offre un nuovo promettente bersaglio per il trattamento.

Lo studio guidato da Carla Shatz, professoressa della famiglia Sapp al Wu Tsai Neurosciences Institute, ha identificato il recettore LilrB2 come la via comune attraverso cui sia le placche di beta amiloide che le molecole infiammatorie innescano la perdita di memoria. La ricercatrice Barbara Brott ha scoperto che la proteina C4d della cascata del complemento, precedentemente ritenuta priva di funzione, si lega a questo recettore con alta affinità e rimuove attivamente le sinapsi dai neuroni.

In esperimenti in cui C4d è stato iniettato in cervelli di topi sani, la proteina ha causato una drammatica perdita sinaptica, dimostrando che i neuroni non sono vittime passive nella progressione dell'Alzheimer. Shatz ha sottolineato questa scoperta, affermando che i neuroni sono partecipanti attivi nella propria distruzione piuttosto che spettatori innocenti attaccati da forze esterne.

La scoperta sfida gli attuali approcci terapeutici che si concentrano principalmente sulla rottura delle placche amiloidi. Shatz ha notato che i farmaci attualmente approvati dalla FDA per l'Alzheimer che mirano alle placche hanno mostrato un'efficacia limitata e comportano effetti collaterali significativi tra cui mal di testa e sanguinamento cerebrale. La nuova ricerca suggerisce che mirare direttamente a recettori come LilrB2 per proteggere le sinapsi potrebbe rivelarsi molto più efficace.

Questa svolta ha implicazioni significative per gli oltre 55 milioni di persone nel mondo che vivono con demenza, la maggior parte delle quali ha la malattia di Alzheimer. Identificando l'interruttore molecolare che innesca la potatura sinaptica, i ricercatori hanno aperto una nuova strada per sviluppare terapie che potrebbero preservare la memoria bloccando questa via distruttiva.

Fonti: ScienceDaily, Stanford University Wu Tsai Neurosciences Institute, Proceedings of the National Academy of Sciences

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