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Trump chiede alla Corte Suprema di far proseguire i lavori della sala da ballo della Casa Bianca

Pubblicato il 15 agosto 2026 0 visualizzazioni

L'amministrazione del presidente Donald Trump ha chiesto venerdì alla Corte Suprema degli Stati Uniti di consentire la prosecuzione dei lavori per una sala da ballo da 400 milioni di dollari alla Casa Bianca durante l'appello contro l'ordine che blocca le opere in superficie. Il Solicitor General D. John Sauer ha domandato una sospensione d'urgenza, mentre il presidente della Corte John Roberts ha dato fino a martedì all'organizzazione per la tutela storica per rispondere.

La richiesta arriva dopo una decisione di due giudici contro uno della corte d'appello federale del District of Columbia, che ha confermato un'ingiunzione preliminare. La maggioranza ha stabilito che l'esecutivo non può costruire unilateralmente l'edificio di 90.000 piedi quadrati, cioè circa 8.400 metri quadrati, senza l'autorizzazione del Congresso. La sala è già in costruzione dove sorgeva l'Ala Est, demolita su ordine di Trump lo scorso autunno.

L'ingiunzione riguarda però soltanto le attività sopra il livello del terreno. Il giudice federale Richard Leon ha consentito i lavori sotterranei, compresi rifugi, strutture militari e servizi medici legati alla sicurezza presidenziale. La corte d'appello ha rinviato di due settimane, fino al 21 agosto, l'efficacia della propria decisione affinché l'amministrazione potesse chiedere l'intervento della Corte Suprema.

Nel ricorso, l'amministrazione descrive l'insieme come un complesso militare integrato con una sala sicura e sostiene che fermare il cantiere danneggerebbe la sicurezza nazionale. Afferma inoltre che circa 400 milioni di dollari di donazioni private rendono superflui i fondi pubblici. Il National Trust for Historic Preservation contesta però l'autorità legale, mentre i democratici al Congresso hanno sostenuto che 350 milioni provenienti da una legge fiscale potrebbero essere già stati destinati a opere di sicurezza. A maggio il Congresso ha respinto una richiesta governativa di un miliardo per la sala.

La maggioranza della corte d'appello ha chiarito che il caso riguarda chi abbia il potere di approvare la struttura, non se una sala da ballo sia opportuna. Ha concluso perciò che il cantiere non può avanzare durante la causa senza il consenso del Congresso. La giudice Neomi Rao si è però opposta, perché a suo avviso l'organizzazione non ha titolo per agire e il tribunale inferiore ha privilegiato le preoccupazioni estetiche di una visitatrice rispetto alla sicurezza. L'amministrazione ha già riproposto questa tesi alla Corte Suprema.

I giudici supremi non hanno ancora deciso né se sospendere l'ingiunzione né se esaminare definitivamente il caso. La scadenza di martedì fissata da Roberts sarà il prossimo passaggio e la Corte potrà adottare un provvedimento amministrativo temporaneo mentre valuta il ricorso. L'esito dirà se le opere in superficie potranno continuare durante l'appello e potrà chiarire la realtà del confine tra il controllo presidenziale del complesso della Casa Bianca e l'autorità del Congresso sulle costruzioni federali.

Fonti: Associated Press, Supreme Court of the United States, U.S. Court of Appeals for the District of Columbia Circuit, National Trust for Historic Preservation

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