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Trump annulla l'attacco programmato contro l'Iran dopo che i leader del Golfo chiedono una pausa per i negoziati di pace

Pubblicato il 18 maggio 2026 874 visualizzazioni

Il presidente Donald Trump ha annunciato lunedì di aver annullato un attacco militare contro l'Iran che era già programmato per martedì, a seguito di una richiesta dei leader di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti affinché si conceda più tempo ai negoziati di pace in corso. Il presidente ha fatto l'annuncio su Truth Social, affermando che i leader del Golfo gli avevano assicurato che è possibile raggiungere un accordo accettabile per gli Stati Uniti e per tutti i Paesi del Medio Oriente attraverso la continuità degli sforzi diplomatici.

La decisione rappresenta una significativa de-escalation nel conflitto tra gli Stati Uniti e l'Iran, una realtà che già domina gli affari internazionali già da mesi. Trump ha dichiarato di aver informato il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il presidente degli Stati Maggiori Congiunti, il generale Dan Caine, che sebbene l'attacco di martedì sia stato annullato, essi dovranno perciò restare pronti a procedere con quello che ha descritto come un assalto su larga scala contro l'Iran in qualsiasi momento, qualora un accordo accettabile non si concretizzi già nei prossimi giorni. Il presidente ha sottolineato che qualsiasi intesa dovrà includere la garanzia che l'Iran non potrà possedere armi nucleari.

I tre leader degli Stati del Golfo hanno trasmesso la loro valutazione secondo cui sono già in corso negoziati più seri e hanno espresso fiducia nella possibilità di giungere a una risoluzione. Secondo quanto è già stato riferito, l'Iran avrebbe già trasmesso un insieme modificato di condizioni per un possibile accordo all'amministrazione Trump attraverso mediatori pakistani, benché il contenuto specifico della proposta non sia stato reso pubblico. Il canale diplomatico attraverso il Pakistan rappresenta uno sviluppo relativamente nuovo negli sforzi di mediazione che hanno coinvolto molteplici attori regionali e internazionali.

I mercati hanno reagito positivamente alla notizia, con i prezzi del petrolio in calo e i futures azionari in rialzo, poiché gli investitori hanno interpretato il rinvio come una riduzione del rischio immediato di un conflitto regionale più ampio. Gli analisti hanno sottolineato che il coinvolgimento degli Stati del Golfo come garanti dei negoziati conferisce perciò maggiore credibilità al processo diplomatico, dato che Arabia Saudita, Qatar ed Emirati hanno tutti interessi economici rilevanti nel prevenire un'escalation che potrebbe così destabilizzare i mercati energetici e la stabilità regionale.

Tuttavia, funzionari dell'amministrazione hanno avvertito che il rinvio non è un'annullazione permanente. Il linguaggio del presidente ha chiarito che le opzioni militari restano sul tavolo, con la pausa inquadrata come una finestra per la diplomazia piuttosto che come un cambiamento nella postura strategica. Esponenti del Congresso di entrambi i partiti hanno espresso un cauto ottimismo riguardo a questo sviluppo, sottolineando perciò che la possibilità di una risoluzione negoziata è preferibile a ulteriori azioni militari.

Fonti: CBS News, CNBC, Euronews, PBS News, CNN

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