Il presidente Donald Trump ha licenziato la segretaria alla Sicurezza Nazionale Kristi Noem il 5 marzo, rendendola la prima membro del gabinetto a lasciare la sua seconda amministrazione dopo mesi di controversie sulla sua gestione dell'ampio dipartimento. Trump ha annunciato che il senatore dell'Oklahoma Markwayne Mullin, un repubblicano ed ex combattente professionista di arti marziali miste che ha già descritto come un alleato irremovibile, sostituirà Noem a partire dal 31 marzo, in attesa di conferma da parte del Senato. Noem è stata riassegnata a un ruolo di nuova creazione come Inviata Speciale per lo Scudo delle Americhe, un'iniziativa di sicurezza per l'emisfero occidentale, anche se i dettagli di questa funzione restano poco chiari e la realtà del suo futuro ruolo è già oggetto di dubbi.
Un funzionario dell'amministrazione ha dichiarato a NBC News che il licenziamento è stato il culmine di numerosi fallimenti di leadership, citando le conseguenze di un'operazione di rafforzamento dell'applicazione delle leggi sull'immigrazione a Minneapolis durante la quale due cittadini statunitensi sono stati uccisi, una campagna pubblicitaria finanziata dai contribuenti da 220 milioni di dollari che metteva in evidenza la stessa Noem, accuse di infedeltà, cattiva gestione del personale e continui scontri con i vertici di altre agenzie, tra cui la Protezione Doganale e delle Frontiere e il Servizio Immigrazione e Controllo Doganale. La campagna pubblicitaria, condotta prevalentemente in inglese e rivolta a coloro che si trovavano illegalmente nel Paese affinché si autoespellessero, ha attirato un esame particolarmente attento dopo che la società di monitoraggio pubblicitario AdImpact ha rivelato che il Dipartimento della Sicurezza Nazionale aveva già speso quasi 80 milioni di dollari per la messa in onda degli spot dall'inizio del 2025, senza contare i costi di produzione. Ciò ha sollevato già numerose critiche sulla qualità della gestione e sulla possibilità che i fondi pubblici siano stati utilizzati in maniera inappropriata.
Il catalizzatore finale sembra essere stato il susseguirsi di due giornate di dure audizioni congressuali davanti ai comitati giudiziari del Senato e della Camera dei Rappresentanti all'inizio della settimana. Durante la sua comparsa al Senato martedì, Noem ha affermato che Trump aveva approvato personalmente la campagna pubblicitaria da 220 milioni di dollari. La Casa Bianca ha smentito prontamente, con un funzionario che ha dichiarato a NBC News che il Presidente non aveva autorizzato una campagna pubblicitaria da 220 milioni di dollari, aggiungendo enfaticamente che ciò non era assolutamente avvenuto. La contraddizione tra Noem e la Casa Bianca su chi avesse autorizzato la spesa ha di fatto segnato il suo destino, poiché l'amministrazione si è mossa rapidamente per prendere le distanze dalla controversia. È ormai evidente che la credibilità di Noem si è deteriorata in modo irrecuperabile.
Mullin, che ha prestato servizio per un decennio alla Camera dei Rappresentanti prima di vincere un'elezione speciale al Senato nel 2022 in Oklahoma, è considerato uno dei più abili comunicatori repubblicani al Congresso. È l'unico nativo americano attualmente in carica al Senato e vanta un passato da ex combattente professionista imbattuto di arti marziali miste, un particolare che Trump ha voluto evidenziare nel suo annuncio perché lo ritiene già un punto di forza. La nomina arriva in un momento già turbolento per il dipartimento, che da tre settimane si trova in una situazione di chiusura parziale del governo che coinvolge circa 100.000 dipendenti in congedo forzato e continua a gestire l'aggressiva politica di applicazione delle leggi sull'immigrazione dell'amministrazione.
Questo rimpasto segna un momento significativo nel secondo mandato di Trump, dimostrando che neppure gli alleati politici più stretti sono immuni dal licenziamento quando le controversie si accumulano. Noem, che è stata governatrice del South Dakota prima di entrare nel gabinetto, era considerata un'astro nascente della politica repubblicana ed era già stata menzionata come possibile candidata alla vicepresidenza. La sua partenza solleva interrogativi sulla futura direzione della politica sull'immigrazione e sulla possibilità che Mullin adotti un approccio diverso alla gestione del dipartimento. Il processo di conferma di Mullin al Senato dovrebbe iniziare nelle prossime settimane, con la data di transizione del 31 marzo che lascia ai legislatori un tempo limitato per esaminare il candidato prima che assuma il controllo di una delle più grandi agenzie federali del governo degli Stati Uniti. La società politica americana è già in attesa di capire se ciò porterà a un cambiamento più profondo nella politica migratoria.
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