Il presidente Donald Trump ha riaperto l'incertezza sulla nomina di Todd Blanche a ministro della Giustizia degli Stati Uniti, minacciando di rilanciare un fondo di risarcimento da 1,8 miliardi di dollari se due senatori repubblicani non lo sosterranno. La dichiarazione di sabato è già stata seguita dalla presa di posizione di Thom Tillis: Blanche non sarà confermato la prossima settimana, però una soluzione sarà ancora possibile prima del voto di commissione previsto martedì.
Trump ha affermato che manterrà Blanche come ministro ad interim e promuoverà il cosiddetto Fondo contro la strumentalizzazione se Tillis, della Carolina del Nord, e John Cornyn, del Texas, resteranno contrari. Entrambi siedono nella commissione Giustizia del Senato, dove è necessaria almeno una delle loro preferenze affinché la nomina possa arrivare all'aula, secondo Axios. Perciò la loro scelta è già decisiva.
La controversia riguarda l'accordo sulla causa da 10 miliardi di dollari presentata da Trump contro l'agenzia fiscale. Secondo Associated Press, l'intesa prevedeva un fondo da 1,776 miliardi per persone che dichiarano di avere subìto trattamenti ingiusti dal dipartimento della Giustizia, più una protezione per Trump e familiari da determinate verifiche fiscali. A giugno il dipartimento ha abbandonato il fondo, mentre è rimasta valida la parte sulle verifiche.
Cornyn e Tillis chiedono garanzie scritte affinché il fondo non possa tornare e più chiarezza sulla clausola fiscale. Blanche ha spiegato che la protezione copre controlli già esistenti, però non le future dichiarazioni dei redditi. Venerdì Trump aveva definito chiusa la possibilità del fondo; così Chuck Grassley, presidente della commissione, ha fissato nuovamente per martedì il voto già rinviato. Il nuovo messaggio presidenziale ha però cancellato quel progresso.
Tillis ha sostenuto che il presidente intende ormai rilanciare il meccanismo, benché consideri Blanche qualificato, e ha espresso la possibilità di una soluzione entro martedì. Un portavoce della commissione ha riferito ad AP che Grassley vuole la conferma prima della pausa di agosto e che la nuova data darà alla Casa Bianca più tempo perché raccolga i consensi necessari.
Lo scontro rende la nomina dipendente dalle trattative interne al partito del presidente e apre la questione sulla continuità di Blanche ad interim se la conferma fallirà. Il prossimo passaggio decisivo sarà perciò la riunione della commissione Giustizia di martedì. Lì le posizioni dei senatori stabiliranno se la nomina potrà andare all'intero Senato oppure resterà ancora bloccata.
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