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Trump impone dazio del 25% su tutti i paesi che commerciano con l'Iran

Pubblicato il 14 gennaio 2026 146 visualizzazioni

Il presidente Donald Trump ha annunciato lunedì che gli Stati Uniti imporranno immediatamente un dazio del 25 per cento su qualsiasi paese che faccia affari con l'Iran. L'ampia misura commerciale, annunciata tramite Truth Social, rappresenta una delle azioni economiche più aggressive contro Teheran mentre le proteste mortali continuano a scuotere la nazione. Secondo il presidente, l'ordine è definitivo e conclusivo, senza spazio per negoziati o esenzioni.

Il dazio prende di mira i principali partner commerciali dell'Iran, tra cui Cina, India, Turchia, Iraq ed Emirati Arabi Uniti. La Cina, che importa circa l'80 per cento delle esportazioni petrolifere iraniane, sarà la più colpita dalla misura. Il commercio bilaterale tra Pechino e Teheran ha superato i 13 miliardi di dollari nel 2024, secondo i dati di UN Comtrade. Il nuovo dazio potrebbe portare i dazi statunitensi totali sui prodotti cinesi a un minimo del 45 per cento, aggiungendosi al 35 per cento già esistente.

La Turchia mantiene circa 5,7 miliardi di dollari di scambi annuali con l'Iran e attualmente affronta un dazio base statunitense del 15 per cento. L'India, un altro importante partner commerciale con oltre un miliardo di dollari di esportazioni verso l'Iran, affronta già dazi del 50 per cento su acciaio e alluminio. Gli Emirati Arabi Uniti fungono da principale canale di entrate per il commercio iraniano, rendendoli particolarmente vulnerabili alle nuove restrizioni.

L'annuncio arriva nel mezzo di proteste in escalation in tutto l'Iran che hanno causato migliaia di vittime da quando le manifestazioni sono esplose il 28 dicembre per rimostranze economiche. Gli attivisti hanno dichiarato all'Associated Press che il bilancio delle vittime è salito ad almeno 2.000 persone mentre le forze di sicurezza reprimono i manifestanti che chiedono la fine del governo teocratico. Il regime ha interrotto le comunicazioni durante la repressione, lasciando le famiglie impossibilitate a contattare i propri cari per giorni.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha risposto con sfida all'annuncio del dazio, dichiarando che Teheran è pronto per un confronto militare se Washington sceglie quella strada. Tuttavia, ha sottolineato che l'Iran preferisce soluzioni diplomatiche all'attuale stallo. La Casa Bianca ha rifiutato di condividere ulteriori dettagli sull'attuazione, lasciando i partner commerciali incerti sui requisiti di conformità.

Gli economisti avvertono che il dazio potrebbe avere conseguenze di vasta portata per il commercio globale. I produttori cinesi affrontano l'impatto più forte, poiché i dazi aggiuntivi aumenterebbero significativamente i costi per gli importatori americani. La misura minaccia anche di disturbare i mercati energetici, poiché le vendite di petrolio iraniano alla Cina sono state un'ancora di salvezza per Teheran sotto le sanzioni esistenti.

L'economia iraniana si è deteriorata drammaticamente sotto la pressione internazionale, con le esportazioni petrolifere crollate da 2,2 milioni di barili al giorno nel 2011 a soli 400.000 barili nel 2020. Il PIL pro capite è sceso da 8.000 dollari nel 2012 a circa 5.000 dollari nel 2024. Gli analisti suggeriscono che il nuovo regime tariffario potrebbe isolare ulteriormente Teheran economicamente, testando al contempo la determinazione dei suoi partner commerciali rimasti a mantenere relazioni commerciali.

Fonti: Al Jazeera, CNN, CNBC, Bloomberg, Washington Post

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