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Stati Uniti e Iran divisi sui colloqui definiti ultima possibilità

Pubblicato il 4 agosto 2026 579 visualizzazioni

Stati Uniti e Iran hanno fornito lunedì e martedì versioni nettamente contrastanti su una possibile ripresa della diplomazia. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che i colloqui sono già iniziati e che questa è l'ultima possibilità per Teheran di raggiungere un'intesa. Il ministero degli Esteri iraniano, però, ha negato negoziati con Washington e ha affermato che l'attività diplomatica riguarda soltanto l'Oman e la sicurezza della navigazione nello stretto di Hormuz.

La controversia è emersa dopo la decisione di Trump di sospendere una nuova ondata di attacchi già minacciata. Il presidente ha spiegato che le richieste di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno influito sulla scelta e che funzionari iraniani avrebbero chiesto un incontro. Il portavoce Esmail Baghaei ha respinto questa realtà, pur confermando contatti con l'Oman, che è spesso mediatore tra Washington e Teheran.

Secondo Associated Press, il conflitto, che dura da cinque mesi, ha già alternato più volte minacce militari e pause diplomatiche dell'ultimo momento. Venerdì Trump ha avvertito che gli Stati Uniti potevano colpire l'Iran più duramente; nel fine settimana, però, ha sostenuto che i progressi lasciavano più spazio alla diplomazia. Reuters aveva riferito a fine luglio che un quadro concordato a giugno prevedeva colloqui entro agosto su questioni cruciali, compreso il programma nucleare iraniano.

La posta politica è più ampia del tavolo negoziale. Un sondaggio AP-NORC pubblicato la scorsa settimana rileva che circa due terzi degli adulti statunitensi ritengono che la guerra non sia valsa la pena: fra loro ci sono la maggioranza dei democratici e degli indipendenti e circa il 37 per cento dei repubblicani. Trump nega che le elezioni di metà mandato di novembre guidino la strategia; il senatore repubblicano John Kennedy, però, ha avvertito che un'escalation può alzare prezzi energetici e inflazione.

La divergenza arriva mentre lo stretto di Hormuz è ancora pericoloso. Una nave mercantile ha segnalato di essere stata colpita da un proiettile sconosciuto martedì mattina, circa 37 chilometri a nord-est di Al Khasab, in Oman, secondo il centro britannico UK Maritime Trade Operations. La società di sicurezza Ambrey ha confermato danni, ma l'identità della nave e la possibilità di vittime non erano immediatamente disponibili.

Prima della guerra, circa un quinto del petrolio e del gas naturale mondiali passava da questo stretto, riferisce AP; perciò la libera navigazione è centrale sia per la diplomazia sia per l'economia globale. Non è chiaro se i contatti indiretti dell'Oman diventeranno veri negoziati riconosciuti. Le prossime verifiche saranno il miglioramento del traffico, la conferma di un formato diplomatico e la possibilità che Washington continui a rinviare attacchi più ampi.

Fonti: Associated Press, Reuters, El País, Cadena SER

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