Torna alla home USA e Israele lanciano importanti attacchi contro l'Iran mentre Teheran risponde con missili in tutto il Medio Oriente Mondo

USA e Israele lanciano importanti attacchi contro l'Iran mentre Teheran risponde con missili in tutto il Medio Oriente

Pubblicato il 28 febbraio 2026 955 visualizzazioni

Gli Stati Uniti e Israele hanno già lanciato attacchi militari coordinati contro l'Iran sabato 28 febbraio 2026, in quella che il presidente Donald Trump ha descritto come l'inizio di importanti operazioni di combattimento contro il paese. L'operazione statunitense, con nome in codice Epic Fury, e l'operazione israeliana, denominata Scudo di Giuda, hanno già colpito più città iraniane tra cui Teheran, Isfahan, Qom, Tabriz, Kermanshah, Karaj e Ilam. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha definito l'assalto un attacco preventivo, più aggressivo del previsto, volto a eliminare le minacce allo Stato di Israele, mentre Trump ha dichiarato che l'obiettivo è quello di distruggere i missili iraniani e radere al suolo l'industria missilistica del paese. Gli attacchi rappresentano già il più grande impegno militare statunitense nella regione dalla guerra in Iraq e segnano un'escalation drammatica, poiché arrivano otto mesi dopo il conflitto di dodici giorni tra Iran e Israele nel giugno 2025.

A Teheran, i missili hanno già colpito la via dell'Università e l'area di Jomhouri, così come il quartiere settentrionale di Seyyed Khandan. Le esplosioni hanno raggiunto anche siti già vicini al quartier generale delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e nei pressi degli uffici della Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei. Decine di aerei d'attacco statunitensi sono decollati da portaerei e basi nella regione per condurre attacchi aerei e navali. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha già dichiarato che l'azione congiunta mira a eliminare la minaccia esistenziale posta da quello che ha definito il regime terrorista in Iran. Trump ha pubblicato un video su Truth Social avvertendo già che le bombe cadranno ovunque, e ha invitato il popolo iraniano a prendere il controllo del proprio governo, offrendo così immunità completa alle forze armate che deporranno le armi.

L'Iran ha già risposto con un'ondata massiccia di attacchi di rappresaglia, lanciando decine di missili balistici verso Israele e colpendo installazioni militari statunitensi in tutto il Golfo Persico. Le sirene antiaeree hanno perciò risuonato in tutto Israele mentre i missili venivano lanciati dal territorio iraniano. Le Guardie Rivoluzionarie Islamiche hanno già confermato attacchi contro più basi statunitensi, tra cui la Base di Supporto Navale in Bahrein, quartier generale della Quinta Flotta statunitense, la base aerea di Al Udeid in Qatar, la base aerea di Al Salem in Kuwait e la base aerea di Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti. Del fumo è già stato osservato levarsi dall'installazione navale in Bahrein. Il responsabile della sicurezza del Parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, ha avvertito che la risposta di Teheran sarà più che schiacciante, affermando che l'Iran aveva ripetutamente messo in guardia contro una simile escalation. I media di Stato iraniani hanno dichiarato tutti gli interessi regionali israeliani e statunitensi come obiettivi già legittimi.

Le ripercussioni regionali sono state immediate ed estese. Israele ha già chiuso tutto il suo spazio aereo ai voli passeggeri e ha dichiarato un'emergenza nazionale di 48 ore, con le attività ospedaliere trasferite in strutture sotterranee fortificate. Il Qatar ha già intercettato diversi missili iraniani, mentre la Giordania ha già fermato due missili balistici secondo Reuters. L'agenzia di stampa statale degli Emirati Arabi Uniti ha già riferito di un morto ad Abu Dhabi a causa dell'intercettazione di missili iraniani. Le ambasciate statunitensi in Qatar, Bahrein, Emirati e Israele hanno emesso direttive di rifugio per tutto il personale. I mercati petroliferi affrontano gravi perturbazioni, perché gli analisti avvertono che una chiusura iraniana dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita un quinto del petrolio mondiale, potrebbe perciò far salire i prezzi fino a 100 dollari al barile. L'Iran produce attualmente circa 4,7 milioni di barili di petrolio al giorno, pari già al 4,4 per cento dell'offerta globale.

Gli attacchi sono arrivati già dopo il fallimento di tre cicli di negoziati nucleari tra Stati Uniti e Iran a Ginevra, l'ultimo dei quali si è già concluso appena due giorni prima, il 26 febbraio. Gli Stati Uniti avevano chiesto che l'Iran distruggesse i suoi principali siti nucleari a Fordow, Natanz e Isfahan e consegnasse tutto il suo uranio arricchito, richieste respinte da Teheran. Le critiche sono già emerse immediatamente al Congresso, con il rappresentante Thomas Massie che ha già definito gli attacchi atti di guerra non autorizzati dal Congresso. L'ex segretario alla Difesa Mark Esper ha avvertito che gli Stati Uniti non dispongono più di scorte di munizioni e capacità industriali sufficienti per un conflitto prolungato con l'Iran. L'azione militare dovrebbe durare diversi giorni, secondo due funzionari statunitensi che hanno parlato con NBC News, mentre Trump ha già giurato di eliminare qualsiasi minaccia nucleare proveniente da Teheran. I dettagli sulle vittime e l'intera portata dei danni sia in Iran che in Israele restano scarsi, perché la situazione continua già a evolversi rapidamente in tutta la regione.

Fonti: Al Jazeera, CNN, NPR, CNBC, NBC News, Stars and Stripes, Fortune, The Times of Israel

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