L’agenzia statunitense Centers for Medicare & Medicaid Services ha annunciato martedì 22 settembre di aver cancellato circa 315.000 iscrizioni ai piani sanitari dell’Affordable Care Act, che coprivano più di 760.000 persone. Secondo l’agenzia, detta CMS, verifiche condotte con le compagnie assicurative hanno confermato che le iscrizioni non erano autorizzate. CMS prevede di recuperare circa 2,2 miliardi di dollari di sussidi federali ai premi: è una stima, non una cifra già riscossa.
Le cancellazioni risalgono al 31 agosto, secondo una scheda informativa pubblicata martedì. È già essenziale distinguere il numero delle iscrizioni da quello delle persone: una polizza può coprire più componenti della stessa famiglia. Questa realtà è rilevante perché cambia la possibilità di capire la portata dell’intervento. A Washington il vicepresidente JD Vance ha presentato l’iniziativa come parte dell’azione del governo contro le spese irregolari nei programmi sanitari federali.
CMS sostiene di aver esaminato con gli assicuratori le adesioni sospette secondo le procedure esistenti, prima di annullare quelle confermate come non autorizzate. Reuters riferisce che Vance ha descritto il gruppo come composto sia da persone prive dei requisiti sia da altre presumibilmente iscritte a loro insaputa. L’agenzia non ha però pubblicato un’analisi individuale delle oltre 760.000 persone nel suo annuncio.
L’agenzia ha inoltre annunciato una sospensione temporanea delle nuove registrazioni degli intermediari per il 2027, se privi di un accordo attivo per il 2026. Ha comunicato di aver inviato 569 avvisi di possibile risoluzione di accordi con intermediari per domande senza dati identificativi essenziali. È una procedura distinta dalle cancellazioni delle coperture, perciò i due numeri non vanno confusi.
La decisione arriva mentre il costo delle polizze e l’accesso alle cure restano temi di confronto politico. Secondo Reuters, un’associazione di intermediari teme che un blocco generale possa penalizzare anche professionisti in regola; un’analista ritiene possibile una riduzione delle nuove adesioni. È una possibilità, non un effetto già accertato. CMS afferma che le misure servono a proteggere i consumatori e le risorse pubbliche dalle iscrizioni non autorizzate.
CMS continuerà a verificare con gli assicuratori le iscrizioni sospette e a richiedere la restituzione dei relativi sussidi. Prima del prossimo periodo di adesione, prevede l’autorizzazione elettronica dei consumatori per le attività degli intermediari e nuove informazioni sulle tutele. La somma che sarà effettivamente recuperata e l’eventuale effetto sulle iscrizioni legittime restano da accertare: perciò la qualità dei dati futuri sarà decisiva.
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