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Una giudice statunitense annulla la lista nera del Pentagono contro Anthropic

Pubblicato il 28 agosto 2026 0 visualizzazioni

Una giudice federale degli Stati Uniti ha stabilito che il Pentagono ha inserito illegalmente lo sviluppatore di intelligenza artificiale Anthropic in una lista nera, definendolo un rischio per la sicurezza nazionale e la catena di fornitura. È una vittoria importante per il produttore del chatbot Claude nella controversia con l'amministrazione Trump. La giudice distrettuale Rita Lin ha emesso giovedì a San Francisco un'ordinanza di 59 pagine che blocca l'applicazione della designazione e delle restrizioni collegate.

Lin ha concluso che il governo ha compiuto una ritorsione contro Anthropic per le sue critiche, protette dalla Costituzione, alla politica militare sull'intelligenza artificiale, violando così il Primo emendamento. Ha inoltre rilevato che la società non ha avuto la possibilità, costituzionalmente necessaria, di rispondere prima dell'entrata in vigore della misura, con una violazione delle garanzie procedurali del Quinto emendamento. Per la giudice, la decisione è andata oltre la legge sugli appalti ed è stata arbitraria.

La disputa è iniziata a febbraio, dopo che Anthropic e il Pentagono non hanno raggiunto un accordo sugli usi consentiti di Claude. L'amministratore delegato Dario Amodei non ha accettato di eliminare le protezioni pensate perché la tecnologia non potesse sostenere né la sorveglianza di massa degli americani né armi pienamente autonome. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha perciò definito l'azienda un rischio di fornitura e ha ordinato a contraenti, fornitori e partner militari di interrompere le attività commerciali con essa.

Anthropic ha sostenuto che la misura poteva provocare perdite per miliardi di dollari e un danno duraturo alla reputazione, benché le precedenti valutazioni militari di Claude fossero positive. Gli avvocati del dipartimento di Giustizia hanno affermato che i limiti aziendali potevano creare incertezza nell'uso sul campo e rischiare di rendere il software indisponibile durante un'operazione. Lin non ha trovato alcuna base concreta per ritenere che Anthropic avrebbe sabotato il proprio modello.

Il tribunale aveva già sospeso temporaneamente le restrizioni a marzo, mentre il caso proseguiva. La sentenza di giovedì impedisce ora di applicare la direttiva di Hegseth e respinge la base giuridica usata per estendere il divieto dagli acquisti diretti del Pentagono alle società che lavorano con le forze armate. La decisione potrà influenzare la realtà dei rapporti tra agenzie pubbliche e fornitori di IA quando le regole di sicurezza aziendali entrano in conflitto con le richieste del governo.

Anthropic ha accolto con favore la decisione ed è già disponibile a collaborare con il governo sugli impieghi dell'IA per la sicurezza nazionale. È probabile che le autorità presentino appello, mentre una causa separata e più limitata resta pendente davanti a una corte federale d'appello a Washington. I prossimi passaggi diranno se la sentenza sarà confermata e fin dove il Pentagono potrà spingersi nel fissare condizioni per i sistemi commerciali di IA destinati alla difesa.

Fonti: Reuters, Associated Press, The Guardian, U.S. District Court for the Northern District of California

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