Gli Stati Uniti hanno già confermato 2.371 casi di morbillo nel 2026, il totale annuale più alto dal 1991, secondo gli ultimi dati dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie ripresi in un nuovo servizio il 3 agosto. Il conteggio, aggiornato al 30 luglio, è già superiore ai 2.289 casi registrati nell'intero 2025 e mostra che la ricomparsa di questa malattia altamente contagiosa è tuttora una realtà in più aree del Paese.
Il CDC ha indicato che 2.355 infezioni riguardano residenti di 45 giurisdizioni, mentre 16 coinvolgono visitatori internazionali. Le autorità sanitarie hanno segnalato 37 focolai quest'anno; l'agenzia definisce focolaio un gruppo di almeno tre casi collegati. Il 94% delle infezioni confermate, cioè 2.219 casi, è associato a focolai, comprese catene di trasmissione iniziate sia nel 2025 sia nel 2026.
L'aumento indebolisce una grande conquista della sanità pubblica. Gli Stati Uniti dichiararono eliminato il morbillo nel 2000, dopo la fine della trasmissione interna continuativa, però i casi importati possono ancora avviare focolai dove l'immunizzazione è più bassa. Il CDC riferisce che la copertura nazionale del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia fra i bambini è scesa dal 95,2% nel 2019-2020 al 92,5% nel 2024-2025, perciò circa 286.000 bambini sono rimasti a rischio.
Il morbillo si diffonde nell'aria quando una persona infetta tossisce o starnutisce e può minacciare chi entra più tardi nella stessa stanza. I viaggi estivi e il contatto ravvicinato in attività come i campi creano la possibilità che viaggiatori infetti raggiungano comunità con lacune immunitarie. Il CDC precisa che i dati statali possono essere più recenti del totale nazionale, perché le autorità seguono calendari diversi e la cifra federale include soltanto casi confermati inviati dai servizi sanitari.
La vaccinazione è la principale misura di prevenzione. Le stime del CDC mostrano che una dose di vaccino MPR è efficace al 93% contro il morbillo e che due dosi arrivano al 97%. Una copertura comunitaria oltre il 95% offre la protezione più solida contro la diffusione continuativa; però sacche locali con copertura più bassa possono consentire grandi focolai, anche quando la media statale o nazionale è già relativamente alta.
Le agenzie sanitarie continueranno così a rintracciare i contatti, confermare le infezioni sospette e indirizzare la vaccinazione verso comunità esposte o non abbastanza immunizzate. Il CDC aggiorna ogni settimana i dati nazionali e raccomanda a chi non è certo del proprio stato vaccinale, soprattutto prima di un viaggio, di consultare un professionista. Poiché i numeri del 2026 sono provvisori, il totale nazionale e il numero dei focolai collegati potranno ancora salire quando le attività investigative verranno completate.
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