Gli Stati membri dell'Organizzazione mondiale della sanità hanno fatto progressi nei negoziati sulle regole per condividere i patogeni con potenziale pandemico e i benefici derivati dal loro uso, ha comunicato l'OMS a Ginevra lunedì 20 luglio. I governi hanno già snellito la bozza di un allegato all'Accordo sulle pandemie, però serviranno altri colloqui affinché il quadro sia definitivo.
La settima riunione del gruppo di lavoro intergovernativo sull'accordo si è conclusa venerdì dopo due settimane di negoziati, dal 6 al 17 luglio. I Paesi hanno riaffermato l'attività a favore di un sistema per l'accesso ai patogeni e la condivisione dei benefici, così da accelerare lo scambio di campioni e sequenze genetiche e distribuire più equamente i prodotti sanitari ottenuti.
I colloqui hanno riguardato gli accordi contrattuali del sistema, la struttura delle reti di laboratori che condivideranno e gestiranno patogeni e dati genetici, e la definizione dei benefici prodotti dal loro uso. Questi comprendono vaccini, test diagnostici e terapie per le pandemie; perciò l'allegato è centrale per la possibilità di accesso futuro alle contromisure mediche.
Il direttore generale dell'OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha affermato che esistono ancora differenze, ma che potranno essere superate se i Paesi manterranno l'obiettivo comune di uno scambio scientifico rapido e di un accesso più equo ai risultati. I copresidenti hanno segnalato progressi significativi sulle norme tecnicamente e politicamente più difficili.
Secondo l'OMS, sarà necessario completare l'allegato prima che i Paesi possano valutare firma e ratifica dell'Accordo sulle pandemie. L'Assemblea mondiale della sanità ha adottato l'accordo nel maggio 2025 per rafforzare prevenzione, preparazione e risposta internazionali, e ha istituito il gruppo aperto perché completasse compiti essenziali, compreso il nuovo sistema.
I negoziatori hanno confermato che il lavoro intensivo continuerà e che l'ottava riunione si terrà dal 14 al 18 settembre 2026. La prossima sessione chiarirà se gli Stati potranno trasformare il testo più snello in un consenso su laboratori, contratti e benefici, passaggi che l'OMS considera vitali per una risposta più rapida, efficace ed equa a una futura minaccia pandemica.
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