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Burnham è ormai vicino alla guida del Labour britannico e a un percorso verso Downing Street

Pubblicato il 12 luglio 2026 746 visualizzazioni

Andy Burnham è ormai a un passo dal diventare il prossimo primo ministro britannico, poiché la corsa per succedere a Keir Starmer alla guida del Partito Laburista si avvicina alla scadenza delle candidature. Il favorito ha ricevuto una spinta significativa quando il ministro della Sanità, Wes Streeting, ha confermato che non si sarebbe candidato e che avrebbe invece sostenuto la candidatura di Burnham, rimuovendo così uno degli ostacoli più credibili dal suo cammino.

La corsa alla leadership è scattata quando Starmer ha annunciato le dimissioni il mese scorso, avviando un processo per scegliere sia un nuovo leader del partito sia, di conseguenza, il futuro capo del governo del Paese. Le candidature sono state aperte il 9 luglio e devono essere completate prima che la Camera dei Comuni entri nella pausa estiva il 16 luglio, lasciando ai contendenti una finestra molto stretta per raccogliere il sostegno necessario.

Secondo le regole laburiste, un candidato deve prima essere proposto dal 20 per cento dei deputati del partito, attualmente 81 dei 403 che compongono il gruppo parlamentare, prima di ottenere l'appoggio del 5 per cento delle sezioni locali o di tre organizzazioni affiliate. Se un solo candidato risulta validamente proposto, una conferenza straordinaria il 17 luglio potrà confermarlo senza opposizione. Se invece la corsa sarà contesa, gli iscritti e i sostenitori affiliati voteranno per tutto agosto, ritardando l'esito di diverse settimane.

La decisione di Streeting di appoggiare Burnham anziché avviare una propria campagna è stata considerata da molti un momento decisivo, perché consolida il sostegno attorno al favorito e riduce la probabilità di una lunga votazione tra gli iscritti. I suoi alleati sostengono che una successione rapida e senza opposizione consentirebbe alla nuova dirigenza di concentrarsi sul governo in un momento di forte pressione interna e internazionale, invece che su mesi di campagna interna, perché la stabilità è ormai la priorità più sentita e servirà maggiore coesione.

Per convenzione, un nuovo leader di partito non diventa primo ministro lo stesso giorno dell'elezione, e il passaggio di consegne al numero 10 di Downing Street è atteso intorno al 20 luglio. Chi prevarrà erediterà un'agenda impegnativa, con un'economia sotto pressione, interrogativi sui servizi pubblici e un contesto internazionale turbolento che ha dominato le cronache recenti, perciò la sfida sarà notevole.

Per ora l'attenzione è concentrata sulla possibilità che un rivale riesca a raccogliere le candidature necessarie a forzare una sfida prima della scadenza. Se nessuno ci riuscirà, Burnham potrà già essere confermato nel giro di pochi giorni e insediato a Downing Street entro un paio di settimane, completando uno dei passaggi di potere più rapidi della storia politica britannica recente e ridefinendo la direzione del partito di governo.

Fonti: Time, PollCheck, NFU Online, BBC News, The Guardian

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