Un giudice federale ha ordinato la rimozione del nome del presidente Donald Trump dal John F. Kennedy Center for the Performing Arts, stabilendo che il consiglio di amministrazione ha oltrepassato la propria autorità legale quando ha deciso unilateralmente di rinominare l'iconico centro di Washington. È stata una decisione già attesa da molti osservatori, poiché il giudice distrettuale Christopher Cooper ha emesso il verdetto venerdì, concedendo al centro due settimane per rimuovere il nome di Trump dalla facciata dell'edificio e da tutta la segnaletica.
Nella sua sentenza, il giudice Cooper ha scritto che lo statuto organico del Kennedy Center stabilisce con assoluta chiarità che il centro deve portare il nome del presidente Kennedy, e che non può avere nessun altro nome ufficiale né memoriale pubblico sulla base della sola decisione unilaterale del consiglio. La decisione ha così bloccato temporaneamente i piani del consiglio di chiudere il centro per due anni di ristrutturazione, così come desiderato dall'amministrazione Trump.
La sentenza è giunta in risposta a una causa intentata dalla rappresentante Joyce Beatty, una democratica dell'Ohio e membro di diritto del consiglio del Kennedy Center. La denuncia civile di Beatty contestava tre azioni del consiglio: la ridenominazione del centro in onore di Trump, la chiusura prevista per le ristrutturazioni e la revoca dei suoi diritti di voto in qualità di membro del consiglio designata dal Congresso. Il giudice ha già ritenuto fondati i suoi argomenti.
Il Kennedy Center, inaugurato nel 1971 come memoriale vivente del presidente John F. Kennedy, è stato per più di cinquant'anni uno dei principali luoghi dedicati alle arti dello spettacolo della nazione. Il consiglio nominato da Trump aveva votato già all'inizio di quest'anno per rinominare la struttura in onore del presidente in carica, una mossa che ha immediatamente suscitato contestazioni legali e ampie critiche da parte di organizzazioni artistiche e gruppi per la tutela del patrimonio culturale.
Gli esperti giuridici hanno sottolineato che questa sentenza rafforza il principio secondo cui i consigli nominati dall'esecutivo non possono annullare unilateralmente le designazioni del Congresso stabilite per legge. Il Kennedy Center è stato creato con un atto del Congresso nel 1958, e la sua intitolazione al presidente assassinato è codificata nella legge federale. Solo il Congresso ha l'autorità di rinominare ufficialmente un memoriale designato a livello federale.
L'amministrazione Trump non ha ancora annunciato se presenterà ricorso contro la sentenza. I funzionari della Casa Bianca hanno rifiutato di commentare direttamente la decisione, però in precedenza avevano sostenuto che il consiglio aveva agito nell'ambito della propria autorità. Il caso è diventato un punto di scontro nei più ampi dibattiti sul potere presidenziale e sull'indipendenza delle istituzioni culturali, perciò la sua risoluzione potrà avere conseguenze significative ben oltre il mondo delle arti.
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