Un infermiere impegnato contro Ebola è stato ucciso e un’altra persona è rimasta gravemente ferita il 24 ottobre a Bafwasende, nella Repubblica democratica del Congo. Le notizie del 25 e 26 ottobre descrivono nuove minacce alle équipe nella Tshopo. Secondo AP, l’OMS ha già condannato l’attacco.
Per AP, il capo dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha chiesto più protezione per i sanitari. Non c’è però accordo sul ruolo del ferito né sulle attività delle vittime: AP parla di un intervento per un allarme Ebola; Actualite.cd cita un medico locale, secondo cui un infermiere e un preside tornavano dai campi.
Radio Okapi riferisce che gli aggressori accusavano le vittime di diffondere Ebola tramite fonti d’acqua, tesi che le autorità sanitarie e amministrative hanno respinto. La polizia è riuscita a soccorrere un insegnante ferito. Il consiglio locale di sicurezza si è riunito il 25 ottobre, mentre la polizia cercava i responsabili.
Il responsabile sanitario locale ha detto ad Actualite.cd che Bafwasende aveva già registrato 19 casi di Ebola, con nove morti e cinque guarigioni. Due pazienti erano ancora ricoverati e altri tre avevano lasciato le cure. La violenza può allontanare i partner della risposta, ha avvertito, chiedendo più protezione alle autorità provinciali.
L’emergenza più ampia è tuttora grave. Nel bollettino del 23 ottobre, l’OMS segnalava in Congo 9.704 casi confermati e 4.687 morti al 20 ottobre, in 66 zone sanitarie di otto province. È un bilancio nazionale datato, distinto da quello locale. L’OMS segnalava già casi importati in Kenya e Nigeria.
Per l’OMS, i decessi fuori dai centri di trattamento mostrano difficoltà nella diagnosi precoce e nell’accesso tempestivo alle cure. Ha chiesto più sorveglianza e preparazione regionale. Radio Okapi ha riferito appelli locali alla calma e alla collaborazione con i sanitari, mentre le autorità indagavano sull’omicidio e cercavano di prevenire ulteriori attacchi.
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