Torna alla home Il Congresso del Perù destituisce il presidente Jeri nello scandalo Chifagate, è il settimo leader rimosso in un decennio Politica

Il Congresso del Perù destituisce il presidente Jeri nello scandalo Chifagate, è il settimo leader rimosso in un decennio

Pubblicato il 18 febbraio 2026 782 visualizzazioni

Il Congresso del Perù ha votato martedì per la rimozione del presidente ad interim José Jeri dopo appena quattro mesi in carica, gettando la nazione sudamericana in una crisi politica ancora più profonda. È già la settima volta in circa un decennio che un presidente è costretto ad abbandonare il potere. I parlamentari hanno approvato la mozione di censura con 75 voti a favore, 24 contrari e tre astensioni. La possibilità di una transizione pacifica è ormai svanita perché la destituzione è stata innescata dal cosiddetto scandalo Chifagate, esploso il mese scorso dopo che i media peruviani hanno diffuso filmati che mostravano Jeri partecipare a riunioni segrete notturne con un uomo d'affari cinese in un ristorante della città di Lima.

Lo scandalo prende il nome dal termine gergale peruviano chifa, che indica i ristoranti cinesi così diffusi nel panorama gastronomico del Paese. È già emerso che le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno rivelato che Jeri è arrivato al locale vestito in modo informale, indossando una felpa con cappuccio che gli nascondeva parzialmente il volto, in un evidente tentativo di non farsi riconoscere. Ciò che più preoccupa è che gli incontri con l'uomo d'affari cinese Zhihua Yang, proprietario di negozi e titolare di una concessione per un progetto energetico in Perù, non sono mai stati registrati nell'agenda presidenziale ufficiale come previsto dalla legge. Perciò la credibilità del presidente è crollata. Un terzo imprenditore, Jiwu Xiaodong, già posto agli arresti domiciliari perché sospettato di coinvolgimento in attività illegali, sarebbe stato presente a uno degli incontri.

Jeri, un politico di destra che in precedenza ricopriva la carica di presidente del Congresso, è salito alla presidenza della Repubblica nell'ottobre 2025 dopo che la sua predecessora Dina Boluarte era stata anch'essa destituita a causa di una crescente crisi della sicurezza. Boluarte a sua volta aveva sostituito Pedro Castillo, rimosso nel dicembre 2022 dopo il suo tentativo di sciogliere il Congresso. La girandola di presidenti è diventata una caratteristica della politica peruviana: il Paese ha già avuto il suo ottavo capo di Stato in altrettanti anni, il che è un dato che più di ogni altro evidenzia la fragilità istituzionale e la perdita di fiducia dei cittadini nel processo democratico.

Oltre allo scandalo Chifagate, Jeri affrontava ulteriori accuse, tra cui presunte aggressioni sessuali risalenti al dicembre 2024 e interrogativi su incontri con donne che successivamente avevano ottenuto contratti pubblici. La parlamentare Ruth Luque ha dichiarato durante il dibattito congressuale che la nazione aveva bisogno di una leadership incentrata sull'interesse pubblico e sulla sicurezza, respingendo amministrazioni caratterizzate da interessi nascosti e riunioni segrete. Il voto di censura richiedeva soltanto la maggioranza semplice, a differenza della soglia di 87 voti necessaria per un procedimento formale di destituzione.

Dopo la rimozione, Fernando Rospigliosi, attuale presidente del Congresso, ha rifiutato di assumere la presidenza della Repubblica come previsto dalla linea di successione costituzionale. I legislatori hanno annunciato che mercoledì sera eleggeranno un nuovo presidente del Congresso, il quale diventerà automaticamente capo di Stato ad interim. Il nuovo leader governerà fino al 28 luglio 2026, quando il potere sarà trasferito al vincitore delle elezioni generali fissate per il 12 aprile.

Nonostante l'instabilità politica cronica, l'economia peruviana ha dimostrato una notevole resilienza con una crescita del 3,4 per cento nel 2025. Però gli analisti avvertono che i continui cambiamenti di leadership hanno ostacolato gli sforzi per affrontare problemi urgenti come l'aumento della criminalità, le estorsioni e l'insicurezza pubblica che affliggono il Paese da anni. La realtà è che la società peruviana è stanca di questa instabilità. Le elezioni di aprile rappresentano ciò che molti peruviani sperano sia un'opportunità per spezzare il ciclo delle destituzioni presidenziali e insediare un leader capace di portare a termine un intero mandato, anche se la fiducia nell'establishment politico è ai minimi storici. La qualità della democrazia peruviana dipenderà dalla capacità del prossimo presidente di garantire stabilità e sicurezza.

Fonti: Al Jazeera, Bloomberg, France 24, BusinessWorld, BBC News

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