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L'EPA di Trump revocherà la storica dichiarazione di pericolo climatico

Pubblicato il 11 febbraio 2026 869 visualizzazioni

L'amministrazione Trump ha annunciato lunedì che revocherà formalmente la dichiarazione di pericolo del 2009, la determinazione scientifica fondamentale secondo cui sei gas serra minacciano la salute pubblica e il benessere collettivo. L'amministratore dell'EPA Lee Zeldin ha descritto la misura come il più grande atto di deregolamentazione nella storia degli Stati Uniti. La norma formale che annulla la dichiarazione dovrebbe essere emessa durante una cerimonia alla Casa Bianca giovedì, eliminando il fondamento giuridico che ha sostenuto praticamente tutte le normative federali sul clima negli ultimi 17 anni. È perciò una decisione destinata a ridefinire profondamente la politica ambientale americana.

La dichiarazione di pericolo originale, emessa sotto la presidenza Obama, identificava anidride carbonica, metano, protossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo come inquinanti che mettono in pericolo la salute pubblica ai sensi del Clean Air Act. La determinazione era una risposta diretta alla sentenza della Corte Suprema del 2007 nel caso Massachusetts contro EPA, che stabilì che i gas serra costituiscono inquinanti ai sensi del Clean Air Act e ordinò all'agenzia di valutare se rappresentassero un pericolo. Una volta stabilita la dichiarazione, essa ha attivato l'obbligo per l'EPA di regolamentare le emissioni di veicoli, centrali elettriche e fonti industriali. Ciò ha reso possibile un'ampia azione regolatoria, poiché la necessità di contrastare l'inquinamento era già ampiamente riconosciuta e perché le evidenze scientifiche non lasciavano più spazio al dubbio.

L'impatto pratico della revoca sarà ampio ma selettivo. Il passo indietro eliminerà gli obblighi federali per i costruttori di automobili e motori di misurare, dichiarare, certificare e rispettare gli standard sulle emissioni di gas serra. I funzionari dell'EPA sostengono che la deregolamentazione farà risparmiare ai consumatori in media 2.400 dollari per veicolo e ridurrà i costi normativi complessivi di oltre mille miliardi di dollari. Tuttavia, l'amministrazione ha indicato che esonererà in larga misura le centrali elettriche e gli altri impianti fissi di petrolio e gas, un'eccezione che gli analisti attribuiscono alla sensibilità politica di colpire direttamente la forza lavoro del settore energetico. È già chiaro che questa scelta selettiva susciterà accuse di incoerenza.

La decisione contraddice il consenso scientifico prevalente. L'Accademia Nazionale delle Scienze, dell'Ingegneria e della Medicina ha recentemente rivalutato le basi scientifiche della dichiarazione del 2009 e concluso che essa è accurata, ha resistito alla prova del tempo ed è ora rafforzata da prove ancora più solide. I critici hanno sottolineato che il comitato di revisione scientifica costituito per giustificare la revoca era composto da dichiarati oppositori della scienza climatica consolidata, e un giudice federale ha stabilito che il processo di selezione del segretario all'Energia Chris Wright ha violato la legge federale sui comitati consultivi. I tribunali hanno sistematicamente respinto ogni precedente contestazione giuridica alla dichiarazione di pericolo, inclusa una sentenza del 2012 della Corte d'Appello del circuito di D.C. e una riconferma nel 2023.

Organizzazioni ambientaliste tra cui Earthjustice hanno annunciato che contesteranno immediatamente la revoca in tribunale, sostenendo che l'amministrazione non può ribaltare una determinazione basata sulla scienza senza produrre prove credibili di un cambiamento delle conoscenze scientifiche sottostanti. Gli esperti legali prevedono che il caso raggiungerà infine la Corte Suprema. Nel frattempo, diversi Stati guidati dalla California dovrebbero perseguire i propri standard sulle emissioni in virtù delle disposizioni di deroga del Clean Air Act. L'annuncio ha suscitato la condanna di scienziati del clima e di ex funzionari dell'EPA, che hanno avvertito che lo smantellamento del quadro normativo accelererà le emissioni di gas serra in un momento in cui le temperature globali hanno già superato la soglia di 1,5 gradi Celsius fissata dall'Accordo di Parigi. È perciò evidente che la possibilità di ristabilire le tutele dipenderà dall'esito delle battaglie giuridiche già annunciate, anche perché la società civile si è mobilitata con una rapidità senza precedenti.

Fonti: AP News, Bloomberg, Axios, Deseret News, The Invading Sea, Earthjustice

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