Gli Stati Uniti occidentali stanno attraversando la peggiore siccità nivale mai registrata, con una copertura nevosa crollata a circa 155.000 miglia quadrate rispetto a una media di 460.000 miglia quadrate per questo periodo dell'anno. Oregon, Colorado e Utah hanno tutti registrato i livelli più bassi del manto nevoso dall'inizio delle rilevazioni negli anni Ottanta, con quello dell'Oregon inferiore del 30 per cento rispetto al precedente minimo storico. La crisi, provocata da un calore senza precedenti più che da una semplice mancanza di precipitazioni, minaccia l'approvvigionamento idrico di 40 milioni di persone e di 5,5 milioni di acri di terreni agricoli che dipendono dai flussi del fiume Colorado alimentati dallo scioglimento primaverile delle nevi.
La portata del riscaldamento alla base di questa siccità è impressionante. Dal primo dicembre, oltre 8.500 record giornalieri di temperatura massima sono stati battuti o eguagliati negli Stati occidentali, e almeno 67 stazioni meteorologiche hanno registrato il periodo da dicembre a inizio febbraio più caldo mai osservato. Nove Stati occidentali, tra cui California, Colorado, Washington e Oregon, hanno vissuto il dicembre più caldo dall'inizio delle rilevazioni nel 1895, con il Colorado che ha registrato una media di nove gradi Fahrenheit al di sopra della norma. Salt Lake City non riceve un pollice di neve da 327 giorni consecutivi, la più lunga serie di questo tipo dal 1890. È perciò evidente che si tratta di un fenomeno già ben al di là della normale variabilità climatica.
Il problema fondamentale è che le precipitazioni che normalmente cadrebbero sotto forma di neve arrivano invece come pioggia a causa delle temperature elevate. La pioggia defluisce immediatamente invece di accumularsi come manto nevoso, un serbatoio che rilascia gradualmente acqua durante la primavera e l'estate. Quasi tutti gli oltre 80 bacini idrografici monitorati dal Servizio di conservazione delle risorse naturali nell'ovest continentale degli Stati Uniti mostrano livelli ben al di sotto della media, un fenomeno raro che sottolinea la portata della crisi. Mark Serreze, direttore del Centro nazionale dati neve e ghiaccio, che vive in Colorado da quasi 40 anni, ha dichiarato di non aver mai visto un inverno simile. La possibilità di recuperare il deficit accumulato è già considerata estremamente remota dagli esperti, perché le previsioni indicano che le temperature resteranno elevate ancora a lungo.
Le conseguenze si ripercuoteranno su molteplici settori nei prossimi mesi. Le comunità agricole che dipendono dall'acqua di scioglimento primaverile per l'irrigazione rischiano gravi perdite nei raccolti. La produzione di energia idroelettrica, che dipende dai livelli idrici delle dighe alimentate dallo scioglimento delle nevi, subirà riduzioni. I negoziati già tesi tra sette Stati occidentali sulla ripartizione dei flussi sempre più ridotti del fiume Colorado, da cui dipendono 40 milioni di persone, si intensificheranno probabilmente ulteriormente. Più nell'immediato, il terreno esposto e prosciugato prepara le condizioni per una stagione di incendi particolarmente pericolosa, poiché i suoli che normalmente resterebbero coperti di neve fino a primavera saranno sottoposti a temperature crescenti molto prima del previsto.
Gli scienziati attribuiscono il caldo record agli effetti sempre più intensi del cambiamento climatico causato dalla combustione di combustibili fossili. Ricerche pubblicate sulla rivista Nature hanno dimostrato che il cambiamento climatico è responsabile del declino del manto nevoso nell'intero emisfero settentrionale. Philip Mote, professore della Oregon State University, ha osservato che la situazione diventa sempre più chiara e più triste. Il Centro di previsione climatica della NOAA prevede condizioni secche persistenti su gran parte dell'Ovest per le prossime due settimane, con temperature sopra la media per circa un mese, offrendo scarse prospettive di accumulo nevoso significativo prima dell'inizio della cruciale stagione di scioglimento primaverile. È però altrettanto vero che le conseguenze di questa siccità si faranno sentire già nei prossimi mesi sull'economia e sulla vita quotidiana di milioni di persone, poiché la disponibilità idrica sarà insufficiente per soddisfare tutte le necessità.
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