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La nave russa affondata al largo della Spagna trasportava reattori nucleari per la Corea del Nord

Pubblicato il 13 maggio 2026 732 visualizzazioni

Una nave mercantile russa affondata in circostanze misteriose al largo delle coste spagnole alla fine del dicembre 2024 trasportava componenti per due reattori nucleari di sottomarini diretti verso la Corea del Nord. È quanto è già emerso dalle indagini degli investigatori spagnoli, secondo una ricostruzione riportata questa settimana dalla CNN e dal quotidiano regionale La Verdad, che ha già sollevato grande preoccupazione nelle cancellerie occidentali.

La Ursa Major è affondata il 23 dicembre 2024 a circa sessanta miglia dalla costa spagnola, e oggi giace sul fondale del Mediterraneo a una profondità di circa 2.500 metri tra la Spagna e l'Algeria. L'imbarcazione è colata a picco dopo una serie di esplosioni inspiegabili, però il manifesto ufficiale descriveva il carico come gru e container vuoti in viaggio da San Pietroburgo a Vladivostok, perciò la realtà operativa è apparsa molto diversa.

Secondo la testimonianza resa dal capitano russo agli inquirenti spagnoli, gli oggetti dichiarati come merci non pericolose, descritti nei documenti come due grandi coperture di portelli, erano in realtà componenti per reattori nucleari simili a quelli impiegati nei sottomarini d'attacco. Il comandante ha riferito di aver creduto che la nave sarebbe stata dirottata verso il porto nordcoreano di Rason per la consegna, perché tale era a suo dire l'ordine ricevuto, prima di rifiutare ogni altra dichiarazione per timore sulla propria incolumità.

Gli investigatori spagnoli sospettano ora che una forza militare occidentale possa avere affondato deliberatamente la Ursa Major con un raro siluro supercavitante, un'arma subacquea ad altissima velocità, perché Mosca non potesse trasferire tecnologia sensibile dei sottomarini nucleari a Pyongyang. L'ipotesi rappresenterebbe una delle operazioni marittime più importanti e più segrete dell'era successiva alla Guerra Fredda.

La presunta consegna sarebbe coincisa con il dispiegamento di circa diecimila soldati nordcoreani a sostegno della guerra russa in Ucraina, perciò il trasferimento di tecnologia avanzata potrebbe essere servito come contropartita politica e strategica. Le agenzie di intelligence occidentali avvertono già da tempo che una più stretta cooperazione militare russo-nordcoreana potrà accelerare il programma sottomarino di Pyongyang.

La nave spia russa Yantar è rimasta per cinque giorni sopra il relitto una settimana dopo l'incidente, e velivoli statunitensi specializzati nella rilevazione di radiazioni hanno sorvolato la zona due volte nell'ultimo anno, secondo i dati pubblici di tracciamento dei voli. Le autorità spagnole hanno concluso che il recupero del registratore di dati sarà impossibile senza costi e rischi enormi, perciò la verità potrebbe restare in fondo al mare.

Né il governo russo né i funzionari nordcoreani hanno commentato pubblicamente le nuove rivelazioni. Gli analisti di Madrid e di Bruxelles affermano che il caso ha già allarmato le capitali della NATO e potrà innescare un nuovo dibattito all'interno dell'alleanza su come monitorare e interrompere i trasferimenti di armi sanzionate via mare, perché la sicurezza europea è ormai più che mai in gioco.

Fonti: CNN, Euronews, La Verdad, Reuters, BBC News, Jerusalem Post

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