L’Arabia Saudita ha riavviato a flusso ridotto l’oleodotto Est-Ovest dopo l’interruzione causata da un attacco con droni, secondo quanto riferito da Reuters il 22 settembre sulla base di tre fonti informate. La condotta porta il greggio attraverso il regno fino al porto di Yanbu, sul Mar Rosso, offrendo una via che evita lo stretto di Hormuz. Non è però ancora confermato l’avvio di nuovi carichi a Yanbu.
La chiusura dell’oleodotto a metà settembre aveva fermato le spedizioni dal porto proprio mentre la guerra che coinvolge l’Iran limitava già il traffico attraverso Hormuz. La rotta è particolarmente importante perché consente al paese di spostare il petrolio dalla costa del Golfo verso i clienti serviti dal Mar Rosso. Perciò raffinerie e operatori seguono con attenzione la possibilità di maggiori forniture.
Due fonti di Reuters hanno precisato che il petrolio scorreva a un ritmo basso. Secondo loro le esportazioni da Yanbu avrebbero potuto riprendere martedì, ma non è stato confermato che le petroliere stessero già caricando. Saudi Aramco non ha risposto subito alla richiesta di commento di Reuters. Mancano così una conferma pubblica dell’azienda sulla portata precisa e un calendario certo.
Bloomberg ha riferito separatamente che il paese era nelle fasi iniziali del riavvio e puntava a riprendere le esportazioni da Yanbu più avanti nella settimana, citando persone informate sui piani. La società petrolifera, secondo tale ricostruzione, stava cercando di aggirare una stazione di pompaggio danneggiata. Le previsioni diverse mostrano perché la riattivazione della condotta e il ritorno a volumi normali sono passaggi distinti.
Martedì i prezzi del petrolio sono scesi mentre i mercati valutavano sia l’eventualità di nuove forniture saudite sia possibili cambiamenti nei flussi attraverso Hormuz. Secondo Associated Press, il Brent è sceso brevemente sotto i 98 dollari al barile, recuperando poi parte del calo. Una ripartenza parziale può alleggerire la pressione sull’offerta, ma l’effetto dipenderà dal volume trasportato e dall’effettivo avvio dei carichi.
La prossima verifica riguarderà le petroliere a Yanbu e l’aumento del flusso oltre il livello iniziale. Finché gli operatori o i dati navali non confermeranno esportazioni continuative, il riavvio indicherà più possibilità per l’Arabia Saudita, non il ripristino della piena capacità. I mercati continueranno a seguire l’oleodotto e la navigazione sia nel Golfo sia nel Mar Rosso.
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