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Trump afferma di star considerando il ritiro degli Stati Uniti dalla NATO

Pubblicato il 1 aprile 2026 937 visualizzazioni

Il presidente Donald Trump ha dichiarato al quotidiano britannico The Telegraph che è 'assolutamente' intenzionato a ritirare gli Stati Uniti dall'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord, perché l'alleanza difensiva occidentale di 77 anni è ormai una 'tigre di carta' che ha già esaurito la sua utilità. Queste dichiarazioni, pubblicate martedì, rappresentano la minaccia più diretta che un presidente americano in carica abbia mai rivolto all'architettura di sicurezza transatlantica che è stata il fondamento della difesa occidentale dal 1949. È una svolta che potrebbe ridefinire la realtà geopolitica globale.

La frustrazione di Trump è incentrata su ciò che egli descrive come una totale mancanza di sostegno da parte degli altri 31 paesi membri della NATO per la campagna militare in corso contro l'Iran. Gli Stati Uniti e Israele hanno già lanciato attacchi congiunti contro obiettivi iraniani a partire dal 28 febbraio, però questa decisione è stata presa senza consultare preventivamente gli alleati. Il presidente ha espresso la sua indignazione perché paesi che da tempo dipendono dalla protezione militare americana si sono rifiutati di schierarsi al fianco di Washington. Secondo Trump, è inaccettabile che nazioni così dipendenti non partecipino alla lotta contro il principale Stato sostenitore del terrorismo al mondo.

La reazione degli alleati europei è stata rapida e tagliente. La Spagna ha già chiuso il proprio spazio aereo agli aerei militari americani e ha bloccato l'utilizzo delle basi statunitensi sul suo territorio per le operazioni legate alla campagna iraniana. Il ministro della Difesa tedesco ha dichiarato pubblicamente che il conflitto 'non è la nostra guerra', riflettendo un sentimento ampiamente diffuso nel continente. È opinione condivisa che gli attacchi fossero unilaterali e che perciò non attivassero gli obblighi di difesa collettiva sanciti dal trattato istitutivo. La Francia e diversi altri Stati membri hanno già assunto posizioni analoghe, creando così una frattura senza precedenti all'interno dell'alleanza.

Ci si aspetta che Trump intensificherà ancora di più le sue critiche alla NATO durante un discorso televisivo alla nazione previsto per mercoledì sera in prima serata. Alti funzionari dell'amministrazione hanno indicato che il presidente intende illustrare ciò che considera decenni di parassitismo da parte delle nazioni europee e sostenere che l'alleanza non è più utile per gli interessi strategici americani. È un discorso presentato come un momento cruciale nella più ampia rivalutazione degli impegni storici degli Stati Uniti all'estero, e la possibilità di un cambiamento radicale è ormai concreta.

Tuttavia, qualsiasi tentativo di ritiro formale dalla NATO si scontra con ostacoli giuridici significativi. Una legge approvata dal Congresso nel 2023 stabilisce che è necessario il parere e il consenso del Senato, oppure un atto del Congresso, prima che gli Stati Uniti possano abbandonare l'alleanza. Costituzionalisti hanno già sottolineato che Trump potrebbe tentare di invocare l'autorità presidenziale in materia di politica estera per aggirare questo requisito, però una tale mossa provocherebbe quasi certamente un'immediata contestazione legale e una crisi costituzionale di portata storica. La realtà è che la via giuridica verso l'uscita è tutt'altro che semplice.

Nella stessa intervista, Trump ha anche affermato che le forze americane lasceranno l'Iran 'in due o tre settimane', suggerendo una rapida conclusione dell'operazione militare che però molti analisti della difesa ritengono improbabile data la portata e la complessità dell'impegno. È evidente che la combinazione di una possibile uscita dalla NATO e di un calendario imprevedibile per la campagna iraniana ha già provocato onde d'urto attraverso le capitali europee e asiatiche, con i leader che si affrettano a valutare le implicazioni per la propria sicurezza nazionale.

La prospettiva di un ritiro americano dalla NATO solleva questioni esistenziali sul futuro della difesa collettiva occidentale. Per quasi otto decenni, l'alleanza è servita come pietra angolare della sicurezza europea e come deterrente contro le aggressioni da parte di potenze ostili. Diplomatici e vertici militari di entrambe le sponde dell'Atlantico avvertono che già la sola discussione seria di un ritiro indebolisce la credibilità dell'alleanza e incoraggia gli avversari, indipendentemente dal fatto che il presidente dia effettivamente seguito alle sue intenzioni dichiarate. È una situazione che mette in discussione la stabilità dell'intero ordine internazionale.

Fonti: CNN, The Guardian, CNBC, Time, Bloomberg, Newsweek

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