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L'ONU avverte: il crollo della pace aggraverà la fame in Sud Sudan

Pubblicato il 7 agosto 2026 736 visualizzazioni

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è stato avvertito che il Sud Sudan è più vicino a un nuovo conflitto nazionale e alla carestia, poiché l'accordo di pace del 2018 si sta disgregando. In una sessione d'emergenza del 6 agosto, funzionari dell'ONU hanno riferito che gli scontri tra fazioni rivali hanno sfollato comunità, bloccato le vie degli aiuti e lasciato milioni di persone nell'insicurezza alimentare acuta. È già urgente fermare le ostilità e riaprire il dialogo politico.

L'allarme riguarda l'intesa di condivisione del potere che ha concluso la guerra civile tra le forze del presidente Salva Kiir e quelle del suo storico rivale Riek Machar. La guerra iniziò nel 2013, due anni dopo l'indipendenza, e causò più di 400.000 morti prima che l'accordo del 2018 creasse un governo di transizione. Secondo l'ONU, però, sfiducia, mobilitazione militare e continui ritardi hanno già cancellato molti progressi.

I responsabili dell'ONU hanno spiegato che l'insicurezza impedisce agli operatori umanitari di raggiungere le aree più vulnerabili e danneggia mercati e agricoltura. Alcune comunità vivono già una fame catastrofica, mentre violenza e sfollamento riducono la possibilità delle famiglie di coltivare o trovare cibo. Le agenzie devono affrontare fondi insufficienti, strade distrutte e minacce al personale; perciò ogni attività di soccorso sarà più difficile.

Il calendario politico accresce l'urgenza. Le autorità hanno promesso elezioni nel dicembre 2026 dopo precedenti rinvii, ma per l'ONU un voto credibile richiede un cessate il fuoco, negoziati inclusivi, istituzioni funzionanti e sicurezza di base. Senza queste condizioni, un'elezione può intensificare la rivalità tra gruppi armati, anziché offrire ai cittadini la possibilità di scegliere pacificamente il governo.

In aprile il Consiglio di sicurezza ha rinnovato la missione di pace dell'ONU, riducendo però il limite autorizzato da 17.000 a 12.000 soldati. La missione è ancora responsabile della protezione dei civili, dell'accesso umanitario e della prevenzione di una nuova guerra civile. L'Unione africana e l'autorità regionale IGAD dovranno collaborare con le parti sudsudanesi affinché il processo di pace torni a essere una realtà.

Dalla sessione d'emergenza non è emesa un'intesa vincolante. Le prove decisive saranno l'arresto delle operazioni militari, la possibilità di consegnare aiuti in modo sicuro e senza ostacoli e la ripresa dell'accordo del 2018. L'ONU avverte che ogni ritardo esporrà più civili a fame e violenza; un dialogo serio, però, può ancora salvare la transizione e impedire che l'instabilità si diffonda nella regione già fragile.

Fonti: UN News, United Nations Security Council, Associated Press, United Nations Mission in South Sudan

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