Torna alla home Uno studio federale USA rivela che anche un basso consumo di alcol aumenta il rischio di malattie e morte Salute

Uno studio federale USA rivela che anche un basso consumo di alcol aumenta il rischio di malattie e morte

Pubblicato il 10 giugno 2026 742 visualizzazioni

Un importante studio commissionato dal governo degli Stati Uniti sugli effetti dell'alcol sulla salute è giunto alla conclusione che anche livelli bassi di consumo aumentano il rischio di malattie e di morte prematura, mettendo così in discussione le convinzioni consolidate sulla sicurezza del consumo moderato. Lo studio, intitolato Alcohol Intake and Health Study, è stato pubblicato in modo indipendente il 9 giugno, poiché l'amministrazione Trump ha deciso di non includerne i risultati nel prossimo aggiornamento delle linee guida alimentari nazionali.

La ricerca è stata originariamente commissionata dall'amministrazione Biden nel 2023 ed è stata condotta sotto la supervisione della Substance Abuse and Mental Health Services Administration, nota come SAMHSA. Era inizialmente destinata a fornire dati per la prossima revisione delle linee guida dietetiche statunitensi, che influenzano le politiche nutrizionali nelle scuole, negli ospedali e nelle istituzioni militari. Però l'amministrazione attuale ha scelto di mettere da parte i risultati, poiché l'industria dell'alcol e un comitato del Congresso avevano esercitato forti pressioni, contestando la portata dello studio.

La conclusione più importante dello studio è che nessun livello di consumo di alcol ha un effetto protettivo sulla mortalità complessiva. I ricercatori hanno rilevato che il consumo moderato aumenta il rischio di morte prematura e di più di 200 malattie, tra cui diverse forme di patologie cardiache e vari tipi di cancro. Questi risultati contraddicono direttamente studi precedenti che suggerivano la possibilità che un bicchiere di vino al giorno potesse offrire benefici cardiovascolari, un'idea che i ricercatori ritengono basata su una metodologia già superata.

Secondo i dati raccolti, le persone che consumano 14 bevande alcoliche a settimana affrontano un rischio di mortalità pari a circa 1 su 25. Per coloro che bevono fino a 7 drink a settimana, i rischi elevati per la maggior parte delle condizioni di salute restano soltanto leggermente al di sopra del livello di riferimento, benché siano comunque misurabili. Lo studio sottolinea perciò che anche a questi livelli più bassi di consumo, la traiettoria complessiva della salute è meno favorevole rispetto all'astinenza totale.

La decisione dell'amministrazione Trump di escludere lo studio dall'aggiornamento delle linee guida alimentari ha suscitato critiche da parte dei sostenitori della sanità pubblica e dei professionisti del settore medico. Essi sostengono che nascondere risultati basati su evidenze scientifiche compromette la finalità stessa delle raccomandazioni nutrizionali federali. Già diverse organizzazioni sanitarie di rilievo hanno chiesto all'amministrazione di riconsiderare la propria posizione, affermando che i cittadini americani meritano di poter accedere alle più recenti evidenze scientifiche per prendere decisioni consapevoli sulla propria salute.

L'industria dell'alcol esercita da tempo pressioni contro avvertenze sanitarie più severe e linee guida sul consumo più restrittive. I rappresentanti del settore hanno messo in discussione la metodologia dello studio della SAMHSA, sostenendo che non tiene sufficientemente conto dei fattori legati allo stile di vita che differenziano i bevitori moderati da quelli più assidui. Nonostante ciò, il gruppo di ricerca ha difeso il proprio approccio, evidenziando che lo studio si è avvalso di controlli rigorosi e si è basato su un insieme di dati esaustivo che copre più anni di osservazione.

Fonti: STAT News, ABC News, CNN, US News

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