Il Canada ha presentato il 27 ottobre il progetto C-41: consentirà, se approvato, richieste anticipate di assistenza medica alla morte e impedirà l’estensione prevista per la sola malattia mentale. Il ministro della Giustizia Sean Fraser lo ha illustrato a Ottawa, secondo il governo e Canadian Press. Non è già legge.
Per il governo, chi è adulto e ha una malattia incurabile che prevedibilmente toglierà la capacità decisionale potrà dare prima il consenso. L’esempio è l’Alzheimer. La richiesta non avvierà automaticamente la morte assistita: l’idoneità e le garanzie saranno comunque valutate quando si considererà la procedura.
Il testo esige una sofferenza persistente e intollerabile, non alleviabile con mezzi ragionevoli, più l’accordo di due medici o infermieri abilitati indipendenti. La volontarietà è essenziale. Un rifiuto o una resistenza chiari, con parole, suoni o gesti, impediranno la procedura e l’ulteriore utilizzo di quella richiesta.
La proposta fermerà anche l’estensione prevista per il 17 marzo 2027 a chi ha soltanto una malattia mentale come condizione di base. Il governo cita dubbi irrisolti sulla sicurezza e uniformità delle valutazioni. Secondo il ministero della Giustizia, a giugno una commissione parlamentare mista ha già raccomandato l’esclusione a tempo indeterminato.
Il consenso è però oggetto di preoccupazioni. Secondo Reuters, Krista Carr, direttrice di Inclusion Canada, ritiene che acconsentire alla propria morte sia una protezione fondamentale ed è contraria alla sua eliminazione. Fraser afferma che il quadro rispetterà le volontà precedenti e garantirà scelte volontarie, senza pressioni esterne.
Il Parlamento dovrà approvare le modifiche perché diventino legge. Province e territori decideranno poi se offrire richieste anticipate nei propri sistemi sanitari, spiega il governo. Sarà necessario un quadro legislativo locale, più un registro delle richieste: l’attuazione dipenderà così anche da passaggi ulteriori rispetto all’approvazione federale.
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