Il presidente cinese Xi Jinping e il primo ministro canadese Mark Carney hanno annunciato significative riduzioni tariffarie giovedì 16 gennaio 2026, a seguito di uno storico vertice presso la Grande Sala del Popolo a Pechino. L'accordo segnala un drammatico reset delle relazioni bilaterali e segna la posizione di Carney come primo primo ministro canadese a visitare la Cina dal 2017, una visita che arriva mentre Ottawa cerca alternative alla sua tesa relazione con gli Stati Uniti.
In base al nuovo accordo, la Cina ridurrà i dazi sull'olio di canola canadese dall'85 percento al 15 percento entro il 1° marzo, rispondendo a una preoccupazione importante per gli esportatori agricoli canadesi che hanno affrontato tariffe punitive per anni. In cambio, il Canada ha accettato di ridurre i dazi sui veicoli elettrici cinesi al tasso della nazione più favorita del 6,1 percento, annullando quella che era stata una tariffa generale del 100 percento imposta insieme agli USA nel 2024. Il Canada permetterà fino a 49.000 veicoli elettrici cinesi sul mercato al tasso ridotto.
L'accordo si estende oltre i veicoli e la canola per includere tariffe ridotte su aragoste, granchi e piselli canadesi, fornendo sollievo ai settori della pesca e dell'agricoltura che sono stati colpiti dalle tensioni commerciali. Il presidente Xi ha notato che le discussioni preliminari sul ripristino della cooperazione sono iniziate quando i due leader si sono incontrati a una conferenza economica regionale in Corea del Sud lo scorso ottobre, descrivendo l'incontro di giovedì come l'apertura di un nuovo capitolo nel miglioramento delle relazioni sino-canadesi.
Il primo ministro Carney, eletto nell'aprile 2025, ha attivamente cercato di diversificare i partenariati commerciali del Canada in un contesto di deterioramento delle relazioni con Washington. Durante una conferenza stampa, Carney ha fatto la sorprendente osservazione che la relazione del Canada con la Cina è diventata più prevedibile della sua relazione con gli Stati Uniti, citando il dialogo franco e costante che Ottawa ora intrattiene con Pechino.
Il Canada si è posto l'ambizioso obiettivo di aumentare le esportazioni verso la Cina del 50 percento entro il 2030, con i funzionari che stimano che il nuovo accordo aiuterà a sbloccare quasi tre miliardi di dollari in ordini di esportazione per lavoratori e imprese canadesi. L'accordo rappresenta una svolta significativa nella politica commerciale canadese, che in precedenza si era allineata strettamente alle posizioni americane sulla Cina.
Il riavvicinamento ha attirato critiche da alcuni settori, in particolare da coloro che sono preoccupati per le questioni dei diritti umani e le implicazioni per la sicurezza di legami più stretti con Pechino. Tuttavia, il governo Carney ha difeso l'approccio come una risposta pragmatica a quelle che descrive come politiche commerciali americane imprevedibili sotto l'amministrazione Trump.
Il vertice si conclude con entrambe le nazioni che si impegnano a una cooperazione ampliata nei settori dell'energia, dell'agroalimentare e del commercio. Gli analisti suggeriscono che l'accordo riflette un più ampio riallineamento delle relazioni commerciali globali mentre le potenze medie cercano di navigare tra interessi concorrenti delle grandi potenze, in particolare mentre le politiche protezionistiche americane spingono gli alleati tradizionali a esplorare partnership alternative.