Torna alla home La Corte Suprema USA boccia i dazi di Trump mentre il presidente impone un nuovo prelievo globale del 10 per cento Economia

La Corte Suprema USA boccia i dazi di Trump mentre il presidente impone un nuovo prelievo globale del 10 per cento

Pubblicato il 21 febbraio 2026 757 visualizzazioni

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito giovedì con sei voti contro tre che il presidente Donald Trump ha ecceduto la propria autorità costituzionale imponendo dazi massicci sulle importazioni da tutto il mondo attraverso la legge sui poteri economici di emergenza internazionale, infliggendo così un colpo storico alla politica economica più importante del presidente. Il presidente della Corte John Roberts, nella sua opinione di maggioranza, ha dichiarato che Trump si era arrogato un potere straordinario per imporre unilateralmente dazi di importo, durata e portata illimitati, senza poter indicare alcuna legge che gli conferisse chiaramente tale autorità.

La sentenza ha annullato i dazi imposti a decine di paesi, compresi tassi fino al 145 per cento sui prodotti cinesi, dal 25 al 35 per cento sulle importazioni canadesi e messicane, e un tasso base del 10 per cento per la maggior parte delle altre nazioni. L'amministrazione Trump aveva giustificato le misure dichiarando gli squilibri commerciali persistenti e il flusso di fentanyl come emergenze di sicurezza nazionale ai sensi della legge IEEPA del 1977. Roberts ha respinto questo argomento, scrivendo che quando il Congresso conferisce il potere di imporre dazi, lo fa in modo chiaro e con vincoli precisi. È già considerata la più importante sentenza commerciale degli ultimi decenni, poiché ridefinirà le possibilità di azione presidenziale in ambito economico. I giudici Clarence Thomas, Samuel Alito e Brett Kavanaugh hanno espresso il loro dissenso.

Poche ore dopo la sentenza, Trump si è scagliato contro i sei giudici che avevano votato contro di lui, definendoli una vergogna sulla sua piattaforma Truth Social. Il presidente ha poi annunciato di aver firmato un ordine esecutivo dall'Ufficio Ovale che impone un nuovo dazio globale del 10 per cento su tutti i paesi, citando la Sezione 122 della legge sul commercio del 1974 come fondamento giuridico. Però questa disposizione, concepita per affrontare i deficit commerciali, consente al presidente di imporre dazi per un massimo di 150 giorni, il che solleva interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine della nuova politica commerciale.

La decisione ha creato una notevole incertezza riguardo a più di 130 miliardi di dollari di entrate doganali raccolti dal governo nel quadro del sistema IEEPA ormai invalidato. Il giudice Kavanaugh ha avvertito nella sua opinione dissenziente che gli importatori potrebbero avere diritto a rimborsi, sebbene la Corte non abbia fornito indicazioni sul meccanismo o sui tempi di tali restituzioni. La realtà è che la questione dei rimborsi potrebbe generare anni di contenzioso, poiché i consumatori e le imprese americane che hanno sostenuto il costo dei dazi attraverso prezzi più elevati potrebbero non recuperare mai quelle perdite. Sarà perciò necessario un intervento legislativo per chiarire la situazione.

Il nuovo tasso uniforme del 10 per cento sostituisce di fatto la precedente struttura tariffaria a più livelli, il che comporta cambiamenti significativi per alcuni paesi. La Cina, che affrontava dazi fino al 145 per cento, vedrebbe una riduzione drastica. Al contrario, l'Unione Europea, che aveva negoziato un tasso del 15 per cento nell'ambito di un accordo commerciale, potrebbe ora beneficiare di un tasso inferiore del 10 per cento. È perciò evidente che la nuova situazione porterà a una riconfigurazione complessiva delle relazioni commerciali globali, con conseguenze già visibili sulla stabilità dei mercati. Gli analisti commerciali hanno avvertito che il limite di 150 giorni dei dazi della Sezione 122 costringerà l'amministrazione a trovare un'autorità legale alternativa.

I mercati finanziari globali hanno reagito con forte volatilità ai due sviluppi paralleli della sentenza giudiziaria e dell'annuncio dei nuovi dazi. La decisione rappresenta il più significativo controllo giudiziario sull'autorità presidenziale in materia commerciale da decenni e ha già suscitato appelli bipartisan al Congresso affinché venga riaffermato il controllo legislativo sulla politica doganale. Gli economisti hanno avvertito che la turbolenza continua nella politica commerciale pesa sulle decisioni di investimento e sulla pianificazione delle catene di approvvigionamento delle aziende che operano a livello internazionale. La possibilità di ulteriori sfide legali resta molto concreta, così come è già certo che la società civile e il mondo imprenditoriale chiederanno più chiarezza e stabilità normativa.

Fonti: BBC News, NPR, CNBC, NBC News, CNN, Fortune, CBS News, Bloomberg

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